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Il socialismo prima di Marx si presenta come un insieme di modelli ideali di nuove organizzazioni sociali. Per questo motivo, i primi teorici vennero definiti "socialisti utopisti".
Morelly auspicò alla formazione di un modello sociale comunista, fondato sulla totale comunanza dei beni e sull'eliminazione della proprietà privata; Babeuf cercò di mettere in pratica quest'idea con una rivoluzione, ma fallì; Saint-Simon sostenne che le differenze tra gli uomini fossero determinate dalle capacità dell'impegno sul lavoro, perciò ipotizzò una società governata da artisti e scienziati; Owen mise in pratica le sue convinzioni filantropiche organizzando una comunità socialista basata sulla proprietà comune dei mezzi di produzione e propugnando varie riforme; Fourier ipotizzò la creazione di piccole comunità, dette falanstei, in cui ognuno potesse scegliere liberamente il proprio lavoro; Blanc teorizzò un sistema in cui lo stato concedesse prestiti senza interessi a cooperative di operai organizzati, dette "fabbriche sociali"; Proudhon si impegnò per ottenere una società fondata sul lavoro, sulla solidarietà, sul libero mutualismo e sull'abolizione della proprietà privata; infine, Blanqui propugnò una società agraria basata sulla comunanza dei beni.

Invece, Marx ed Engels elaborarono una concezione fondata su basi scientifiche e si impegnarono per ottenere dei risultati concreti.

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