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Le figure di Cavour e di Garibaldi


Cavour capì che il Piemonte da solo non poteva sfidare Austria e si mosse per procurarsi alleati in Europa. Nel 1853 con la questione di oriente, ottenne dal parlamento l’invio di un corpo Di spedizione in Crimea nell’alleanza stretta con Francia e Gran Bretagna. Le truppe italiane parteciparono all’assedio della città russa di Sebastopoli. Alla conclusione del conflitto Cavour poté partecipare dalla parte dei vincitori alle trattative di pace e porre sul tappeto la missione italiana. Il principale di Stato politico fu la possibilità di stabilire rapporti amichevoli con la Francia. Nel 1858 Cavour ottenne il primo risultato: strinse con Napoleone III, Un’alleanza militare segreta contro l’Austria. Secondo gli accordi in Italia sarebbe dovuta nascere una confederazione formato da tre Stati. Regno dell’alta Italia, regno dell’Italia centrale il regno meridionale. Visto che l’alleanza aveva un carattere difensivo Cavour doveva spingere l’Austria ad attaccare il Piemonte. Con il movimento di truppe riuscì a far cadere l’Austria nella Provocazione,Nel 1859 inviò un ultimatum al Piemonte chiedendo di smobilitare le truppe ma Cavour rifiuto e il governo austriaco dichiarò guerra. La guerra fu breve a giugno gli austriaci vennero sconfitti a magenta e le truppe franco piemontesi entrarono a Milano, a Solferino e a San marino si verificarono Gli scontri decisivi. Lo stesso giorno venne dichiarata guerra anche a Firenze e costrinse Leopoldo Secondo la fuga, anche Parma e Modena erano state abbandonate. Napoleone III decise di firmare a Villafranca un armistizio con gli austriaci. Bene cellulare Lombardia a Napoleone III e Nizza e Savoia alla Francia. Si formarono dei governi provvisori a Firenze e nell’Emilia dove furono eletti assemblee che votavano l’annessione al Piemonte. Cavour in quanto favorevole alla prosecuzione della guerra tornò al governo e nel marzo del 1860 si svolsero dei plebisciti dove parteciparono 800.000 persone. Risultò favorevole L’annessione arringa di Sardegna. Il governo piemontese non poteva procedere oltre e l’iniziativa passo a Giuseppe Garibaldi. Due mazziniani, Francesco Crispi e Rosolino Pilo gli proposero una spedizione in Sicilia con l’insurrezione di tutto il sud.
Garibaldi partì nella notte Tra il cinque e il 6 maggio da quarto vicino a Genova con circa 1000 volontari. Dopo una cappa a Talamone per rifornirsi di armi i 1000 sbarcarono a Marsala e si inoltrano all’interno dell’isola. La superiorità numerica dell’esercito borbonico era netta ma i soldati si battevano senza convinzione. Garibaldi riuscì a prevalere a calatafimi . La battaglia decisiva si svolse a Milazzo il 20 luglio: i borbonici furono sconfitti e costretti a ritirarsi sul continente. Garibaldi instaurò in Sicilia una vita dura e adottò alcuni provvedimenti favorevoli alle classi popolari. Il 19 agosto sbarcò in Calabria e avanzò verso il Nord, il 7 settembre truppe garibaldine entrarono a Napoli.
Ordino al di farcito piemontese di entrare nello stato pontificio: le Marche e l’Umbria furono conquistate e le sconfitte da piemontesi a Castelfidardo.
Garibaldi Per evitare uno scontro tra piemontesi garibaldini indisse un plebiscito per l’annessione a regno di Sardegna. Il 21 ottobre oltre 1.700.000 meridionali votarono favorevoli. Il 26 ottobre Garibaldi incontrò a Teano Vittorio Emanuele II e cedette la sovranità dei territori conquistati. Il 17 marzo 1861 nacque il regno d’Italia.
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