Questa successo in Etiopia fu il culmine del consenso al regime, dopodiché la perdita di consenso fu gradualmente irreversibile perché si allarga la frattura tra regime e Paese; per quali aspetti?
→ per il fallimento dell’autarchia: come reazione alle sanzioni Mussolini accentuò l’indirizzo autarchico cioè quello tendente a raggiungere l’autosufficienza della nazione (seguendo la Germania) soprattutto nel settore della difesa. L’autarchia era già stata iniziata con il protezionismo, però una vera e propria politica autarchica la si fa iniziare dalla fine del ‘35 (pag. 380).
Fu un fallimento; ci furono idee anche balorde, ad esempio si pensava di poter ricavare ferro dalla lavorazione di un particolare tipo di sabbia che c’è nel litorale laziale e stoffa dalla lavorazione dei filamenti del latte. Quindi c’erano anche assurdità economiche.
Questa politica autarchica non ebbe risultati, perché a differenza della Germania siamo privi di materie prime e anche se aumentò la produzione industriale durante questo periodo, aumentarono anche i prezzi, diminuì il tenore di vita della popolazione e l’autarchia non potè essere raggiunta.

Già questo fu un elemento di perdita di consenso. Ancora di più la perdita di consensi fu data dalla graduale alleanza con il nazismo; ci fu perdita di consenso perché la Germania non era ben vista in Italia, c’era ostilità nei confronti della Germania anche per il ricordo della guerra. Oltretutto la politica estera mussoliniana non aveva avuto risultati e non potè che accettare la presenza tedesca ai confini.
Questa insoddisfazione dell’opinione pubblica italiana rispetto a questa alleanza con la Germania è dimostrata dal fatto che l’unico momento di consenso fu dopo l’accordo di Monaco, dopo il quale venne accolto come salvatore della pace, come colui che aveva salvato l’Europa da una guerra. Fu considerato il salvatore della pace, ma in realtà aveva ben altre idee.
Un ulteriore elemento di perdita di consenso fu la legislazione razziale. Aggiogandosi al treno tedesco anche da questo punto di vista in Italia, nel 1938, venne fatta una campagna propagandistica che propinava l’idea l’italiana fosse una razza di origine ariana (questo fu un manifesto anche affermato da scienziati). Questa campagna sfociò nelle leggi razziali (1938).
Queste leggi ricalcavano quelle in Germania del 1935 e stabilivano che:
→ gli ebrei dovevano essere espulsi da tutti gli uffici pubblici (triste fu la sorte dei ragazzi che sparirono dalle scuole perché essendo ebrei non ci potevano più andare)
→ c’erano limitazioni fortissime alle attività professionali anche non legate allo stato
→ furono vietati i matrimoni misti

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email