Genius 13146 punti

Caduta del fascismo e la resa

Come negli altri paesi europei, anche in Italia durante la guerra le condizioni di vita divennero sempre più difficili. I bombardamenti aerei alleati, la mancanza di cibo, l’aumento dei prezzi diminuirono il consenso nei confronti del fascismo e cominciarono a sorgere numerose proteste (scioperi di Torino, marzo 1943).
Quando nel luglio 1943 le truppe alleate sbarcarono in Sicilia, l’Italia aveva ormai perso la guerra. Temendo di perdere anche il trono, il re Vittorio Emanuele III intervenne. Dopo che una riunione del Gran Consiglio del Fascismo, il massimo organo del partito fascista, aveva approvato una mozione critica nei confronti di Mussolini, il re gli chiese le dimissioni e lo fece arrestare (25 luglio 1943), sostituendolo con il maresciallo Badoglio. Grandi manifestazioni popolari festeggiarono la fine del regime, ma furono represse dalla polizia e dall’esercito. A Bari l’esercito uccise 23 persone e ne ferì 70. Intanto il nuovo governo trattava segretamente con gli anglo-americani ed il 3 settembre firmò un armistizio: l’Italia si arrendeva senza condizioni.

L’annuncio dell’armistizio, l’8 settembre 1943, colse l’esercito del tutto impreparato, privo di istruzioni sul comportamento da tenere verso l'esercito tedesco. Il re ed il governo di Badoglio fuggirono al sicuro nei territori sotto controllo anglo-americano. Gli ufficiali non sapevano che ordini dare alle truppe e spesso si diedero alla fuga. I soldati, disorientati e convinti che, almeno per loro, la guerra fosse finita, lasciarono le caserme e cercarono di tornare a casa, aiutati dalla popolazione e braccati dai tedeschi. Molti (circa mezzo milione) furono catturati e deportati in Germania. I reparti che opposero resistenza ai tedeschi furono massacrati dalle forze tedesche, di gran lunga superiori. Nell’isola greca di Cefalonia i tedeschi giustiziarono 5 000 soldati italiani, arresisi dopo una resistenza di sette giorni. Senza incontrare resistenza, i tedeschi occuparono tutto il paese: anche l’Italia, come la Polonia nel 1939 o la Francia nel 1940, divenne territorio d’occupazione tedesca. A metà settembre 1943 l’Italia si trovò quindi tagliata in due: a sud di Napoli (liberatasi dai tedeschi a fine settembre 1943) il paese era sotto controllo degli alleati, a nord vi erano i tedeschi, che avevano liberato Mussolini dalla sua prigione sul Gran Sasso. Mussolini fu messo a capo della Repubblica Sociale Italiana (RSI o Repubblica di Salò, dal nome della cittadina sul lago di Garda dov'era situata la sede del nuovo governo), ed i cui sostenitori furono chiamati dai spregiativamente dai partigiani "repubblichini". Nell’Italia della RSI il potere era saldamente nelle mani dei tedeschi che, come negli altri paesi europei occupati, arrestarono e deportarono gli ebrei.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove