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descrizione degli eventi relativi alla Breccia di Porta Pia


La breccia di Porta Pia


La breccia di Porta Pia indica il momento in cui, la mattina del 20 settembre 1870, i soldati del neonato Regno d’Italia, guidati dal generale Cadorna, riuscirono a crearsi un varco nelle mura di Roma, appunto nelle vicinanze di Porta Pia, per poi riuscire a prendere Roma, annetterla al Regno d’Italia e poi nominarla capitale.
L’evento deve essere inquadrato nel contesto più ampio dell’unità d’Italia. Sin dalla formazione del Regno d’Italia nel 1861, Camillo Benso conte di Cavour aveva sostenuto la necessità dell’annessione della città di Roma. Non si trattava solo di Roma in sé, ma di Roma in quanto simbolo del potere temporale del Papa: era necessario, nel nuovo Regno d’Italia, arrivare a una separazione del potere temporale da quello spirituale e sostenere il principio di “libera Chiesa in libero stato”. Prendere Roma, però, significava scontrarsi con il Papa – in quegli anni Pio IX - e le sue truppe pontificie, e soprattutto con la Francia, da sempre fedele sostenitrice del potere papale, perché da secoli l’autorità dei re di Francia derivava dalla consacrazione per mano di Dio, o meglio, del suo rappresentante in terra, appunto il Papa. Napoleone III, non a caso, aveva posizionato un suo stazionamento militare proprio a Roma, in difesa del Papa.

L'evoluzione degli eventi


L’idea di Cavour era quella di sottoscrivere una convenzione che sancisse il ritiro delle truppe francesi e stabilisse un accordo con le autorità papali; ma la morte di Cavour, avvenuta nel giugno 1861, arenò il progetto. Il suo successore, Bettino Ricasoli, in quello stesso anno provò a riaprire le trattative con Pio IX e il suo cardinale Giacomo Antonelli, ma essi si rifiutarono di cedere e si aprì una fase di stallo diplomatico che durò fino al 1864, anno in cui fu firmata la convenzione di settembre: da una parte, Napoleone avrebbe ritirato le sue truppe da Roma; dall’altra, il Regno d’Italia si impegnava a non invadere lo Stato Pontificio, e come garanzia della sua buona fede trasferì la capitale del Regno da Torino a Firenze. La situazione però peggiorò nel 1867: Garibaldi tentò uno sbarco nel Lazio ma, nel rispetto della convenzione di settembre, si astenne dall’attaccare Roma, e fu poi sconfitto nella battaglia di Menabrea da un esercito congiunto di francesi e truppe pontificie. Dopo questa battaglia, la Francia venne meno all’accordo di settembre e lasciò delle guarnigioni a Civitavecchia, Tarquinia e Viterbo.
Le carte in tavola cambiarono ulteriormente nel 1870, quando la Francia dichiarò guerra alla Prussia a causa del crescente potere che lo stato prussiano stava conquistando in Europa: per far fronte allo sforzo bellico, ritirò qualsiasi truppa francese fosse rimasta in Italia. La guerra volse subito male per la Francia, che capitolò completamente il 4 settembre 1870, determinando così la nascita della Terza Repubblica. Data la caduta della Francia, principale difensore dello Stato Pontificio, il Regno d’Italia si ritrovò improvvisamente libero di agire contro Roma. Il governo organizzò ben presto una spedizione capeggiata dal generale Raffaele Cadorna: la mattina del 20 settembre 1870, i soldati aprirono la prima breccia sui muri di Roma. Ci furono alcuni scontri, ma le truppe pontificie si arresero dopo poche ore, e ci furono perdite molto contenute su entrambi i fronti. Alle 17:30 del 20 settembre, il generale Kanzler, capo delle truppe pontificie, e Fortunato Rivalta, capo di Stato maggiore, presero la decisione di firmare la capitolazione al cospetto del generale Cadorna. Il 21 settembre Cadorna prese possesso della città. Il 27 settembre l'esercito italiano prese possesso anche di Castel Sant'Angelo limitando i possedimenti del Papa al Vaticano. Pio IX decise di non riconoscere la sovranità italiana su Roma, situazione che durò fino ai Patti Lateranensi firmati con Mussolini nel 1929. Roma fu ufficialmente annessa al Regno d’Italia il 2 ottobre 1870 tramite un plebiscito che fu quasi unanime. Il 3 febbraio 1870 Roma divenne capitale d’Italia.

A cura di Suzy90.

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