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Napoleone Bonaparte


Diventato generale a soli ventiquattro anni, Napoleone Bonaparte, ex giacobino e abile condottiero, nel 1795 si era guadagnato la fiducia del Direttorio stroncando una rivolta monarchica. Bonaparte si mise alla testa di armate di volontari, riuscendo a trasformare in un’efficiente “macchina da guerra”. Con esse intraprese, nel maggio 1796, la prima campagna d’Italia, che si concluse con la pace di Campoformio (17 ottobre 1797), con cui la Francia otteneva il Belgio e la Lombardia e cedeva all’Austria il Veneto, l’Istria e la Dalmazia. Nelle terre occupate i francesi ottennero inizialmente il favore dei liberali e dei democratici, che si designavano con il nome di “giacobini”. Con il loro appoggio crearono “repubbliche sorelle”, stati satelliti della Francia che, pur godendo di una relativa autonomia amministrativa, dovevano versare pesanti tributi alla Francia. Ciò avvenne tra il 1795 e il 1799, nei Paesi Bassi, in Svizzera e negli antichi stati italiani. Con l’appoggio dell’esercito, il Direttorio attuò un primo colpo di stato, trasformandosi in organo autoritario, teso alla tutela degli interessi della borghesia. Battuti gli austriaci, rimaneva da sconfiggere l’Inghilterra. Napoleone decise di colpirla nei suoi interessi coloniali conquistando l’Egitto, possibile base d’attacco all’India. Dopo il successo della battaglia delle Piramidi, però, l’ammiraglio inglese Horatio Nelson distrusse ad Abukir la flotta francese. Di fronte ai successi militari napoleonici, Inghilterra, Turchia, Russia e Austria, formarono una seconda coalizione, che passò al contrattacco e colpì le armate francesi in Italia. I francesi furono sconfitti e obbligati ad abbandonare la penisola. Le repubbliche sorelle crollarono e gli antichi governi ritornarono al potere.
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