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Bolscevichi e conquista del potere

L'insurrezione bolscevica

Il successo accrebbe il prestigio dei bolscevichi tra gli operai e soldati e spinse Lenin a rompere gli indugi, anche perché i contadini, erano in rivolta. Verso la fine d'ottobre, Lenin propose al comitato centrale del partito di tentare la conquista del potere, gli altri dirigenti bolscevichi, supposero. Alla fine, appoggiato anche da Trockij e da Stalin, Lenin prevalse e fu decisa insurrezione della notte fra il sei e il 7 novembre 1917. Lo scontro decisivo, si svolse soltanto a Pietro grado. Questo scontro e B un rapidissimo svolgimento: l'8 novembre, dopo aver occupato il resto della città, i bolscevichi attaccarono il palazzo d'inverno, sede del governo Kerenskij. Nello stesso giorno il congresso panrusso dei soviet diede il potere ai bolscevichi, che formare un nuovo governo, definito salviette dei commissari del popolo, guidato da Lenin. Mi facevano parte i maggiori dirigenti Trockij fu nominato commissario agli affari esteri e Stalin commissario alle nazionalità.

I Decreti rivoluzionari

Il nuovo governo emanò subito due decreti che andavano incontro alle aspirazioni della maggioranza della popolazione russa. In politica estera fu decretata l'immediata apertura di trattative per arrivare a una pace senza missioni che, rispettosa del principio della nazionalità, lasciasse popoli liberi di scegliere. In politica interna fu decretata la confisca delle grandi proprietà e la distribuzione di vedere contadini. Agli operai fu attribuito il controllo sull'attività di tutte le aziende industriali che occupassero più di cinque persone, tutti i popoli de la Russia avrebbero avuto il diritto all'autodeterminazione.

Le elezioni per la Costituente e lo scioglimento dell'Assemblea

Subito si pose per i bolscevichi la questione del consolidamento del potere conquistato con la forza. Lenin si rendeva conto che essi erano ancora una minoranza nel paese delle elezioni della costituente, che si svolsero subito dopo, lo confermarono: i bolscevichi infatti ottennero soltanto il 25% dei voti. La maggioranza toccò ai menscevica e ai social personali. Lenin credeva che per arrivare alla forma più alta di democrazia si dovesse passare per una fase di dittatura del proletariato. La vita della costituente, sebbene fosse stata democraticamente eletta, fu subito difficile. Già prima della sua convocazione, il martedì destra furono sciolti e la prima riunione, il 18 gennaio si svolse sotto la vigilanza di gruppi armati favorevoli ai bolscevichi. L'assemblea però elesse alla sua residenza o sociale rivoluzionario, Lenin allora decise di sciogliere la implicando la forza. Il 19 gennaio 1918, un marinaio armato intimò lo scioglimento della costituente. Era iniziata la dittatura del proletariato, che realtà la dittatura di bolscevichi e di Lenin.

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