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Il Cavour riuscì a concretizzare l’intento di inserire il Piemonte nell’ambito delle potenze europee attraverso la spedizione in Crimea.
Dovette sostenere una dura lotta politica per far sì che un corpo di quindicimila uomini fosse inviato in un paese lontano, a combattere non si sapeva bene perché e senza alcuna garanzia.
La impopolarità sommerse in quell’occasione il Cavour: gli si appuntava contro lo sdegno del Mazzini, che prevedeva un inutile spargimento di sangue.
Il successo dei Piemontesi al fiume Cernaia servì a risollevare il morale del Piemonte, e quando Cavour, al Congresso di Parigi, potè sedere accanto ai rappresentanti elle principali potenze europee, raccolse il frutto, anche se esclusivamente morale, della sua politica.
Approfittando dell’isolamento dell’Austria e con l’appoggio dei diplomatici francesi e inglesi, egli riuscì ad ottenere una seduta suppletiva dopo la definizione della questione d’oriente per presentare all’attenzione di tutti il problema italiano.

Furono così denunziati il malgoverno napoletano,la violazioni delle decisioni del Congresso di Vienna operata dall’Austria con la sua presenza nelle Romagne e fu rivelato il pericolo che questi fatti costituivano per la pace europea.
Il Cavour pose in tal modo le basi per la sua politica futura e aprì al via alla soluzione del risorgimento italiano.

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