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L’ASCESA DI NAPOLEONE III

Arrivato il giorno delle elezioni dell’aprile del 1848 in Francia, seguite alla deposizione di Luigi Filippo d’Orleans, i socialisti, forti della presa sul popolo parigino, ma completamente distanti dalla mentalità della campagna, furono sconfitti dai moderati che, non appena giunti al potere, eliminarono l’atelier nationaux, che ai loro occhi era uno spreco di denaro pubblico, provocando quindi la nascita di un clima arroventato che portò i socialisti, gli stessi che avevano deposto il re, a chiedere di nuovo il sostegno del popolo parigino dell’estrema sinistra filo operaia che insorse in giugno: il governo però fece intervenire l’esercito, dimostrando di avere saldamente in mano il potere.
Inoltre, poiché nel nuovo ordinamento era prevista la figura del presidente della repubblica, avente funzione di capo del governo e la cui elezione era diretta, vennero indette nuove elezioni che videro la presentazione di tre candidati: uno socialista, il generale dell’esercito che aveva sedato la rivolta di giugno per l’estrema destra, e Luigi Bonaparte, sostenitore di una posizione di destra moderata, che si presentava come garante dell’ordine pubblico e di un governo forte e stabile. Anche Luigi riesce, come lo zio, ad accreditarsi come garante dell’ordine e del benessere, e vince le elezioni; poi in primis decide di raddoppiare il suo mandato poi, quando i tempi furono maturi e non vedendo opposizioni alle sue azioni, ristabilisce l’impero, condannando la II repubblica, durata quattro anni.

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