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Luigi Filippo d’Orléans favorì l’ascesa della borghesia fu sostenuto dal suo nucleo dirigente. Due banchieri, Jacques Laffitte e Casimir-Pierre Périer guidarono i primi governi nati dopo la rivoluzione del 1830. Laffitte fu prima impiegato, poi socio di una banca e infine proprietario lui stesso. Nel campo finanziario la sua carriera terminò con l’incarico di governatore della Banca di Francia. Laffitte fu a capo del governo per un solo anno e venne poi sostituito nel 1831 da Périer. Périer era un esponente della borghesia. Come primo ministro nel 1831 mandò l’esercito contro i lavoratori dei setifici di Lione che erano in sciopero. La repressione pose fine alla rivolta, ma aumentò il disagio sociale e nel 1834 scoppiò una sommossa. La borghesia ebbe un altro autorevole esponente: Adolphe Thiers, un moderato che fu al governo dal 1830 al 1840, prima come ministro poi come presidente del consiglio.

Erano all’opposizione i movimenti democratico e repubblicano, che intendevano interpretare le aspirazioni popolari e della piccola e media borghesia. Uno dei loro esponenti era Alexandre Ledru-Rollin. Esisteva anche un’opposizione formata dai legittimisti e dai bonapartisti, guidati da Luigi Bonaparte. Legittimisti e bonapartisti avevano tentato contro il governo dei colpi di mano, che erano stati sventati. Nel 1847 diventò primo ministro Francois Guizot, favorevole alla monarchia era sostenitore le “giusto mezzo” tra rivoluzionari e reazionari.

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