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L’America latina e la Grecia


La rivolta scoppiata nelle colonie spagnole d’America e quella dei Greci contro il dominio turco ebbero un esito più felice dei moti italiani, per un insieme di motivi politici che operarono a favore degli insorti. La guerra di indipendenza delle colonie spagnole fu infatti aiutata dall’atteggiamento favorevole agli insorti da parte degli Stati Uniti e della Inghilterra, e la liberazione greca, favorita dapprima soltanto dalla Russia, fu poi raggiunta anche per la mediazione e l’intervento della Francia e dell’Inghilterra. Le ex colonie spagnole si organizzarono in 15 repubbliche nel 1826; la Grecia si costituì in un regno, che venne riconosciuto dalle grandi potenze nella Conferenza di Londra. Nonostante questi risultati, gli Stati dell’America formati dalle ex colonie spagnole non riuscirono ad unirsi in una federazione, come avevano fatto quelli del nord sorti dalle ex colonie inglesi, ed ebbero, ed hanno tuttora, una vita interna travagliata da frequenti sommosse e mutamenti politici.

Anche le difficoltà nei Balcani non furono affatto risolte dalla proclamazione del Regno di Grecia, perché, da un lato, tutti i paesi europei soggetti alla Turchia aspiravano all’indipendenza, dall’altro, proprio nei Balcani si scontravano le aspirazioni di dominio delle grandi potenze. Infatti, la Russia, che si considerava per razza e religione la naturale protettrice di tali paesi, suscitò per tutto l’Ottocento continue guerre con la Turchia per favorire l’indipendenza dei popoli slavi e procurarsi così uno sbocco nel Mediterraneo, il “mare caldo”; mentre l’Inghilterra, la Francia e l’Austria contrastavano questa politica, contraria ai loro interessi. “Questione d’oriente” si chiamò il difficile problema dell’assetto dei Balcani, che furono definiti “la polveriera d’Europa”.

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