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Il 1848 in Italia: trattazione sintetica


Il 12 gennaio 1848 scoppiò una rivolta a Palermo, che presto si estese in tutta la Sicilia. Allora, Ferdinando II, resosi conto dell'impossibilità di contenere i tumulti, chiese aiuto
all'Austria. Quando però il papa rifiutò di concedere agli austriaci il passaggio attraverso il suo territorio, Ferdinando II promulgò una Costituzione.
Dopo pochi giorni la concessero anche: Leopoldo II in Toscana, Carlo Alberto in Piemonte, Pio IX a Roma.
Queste costituzioni non esprimevano la diretta volontà popolare e contenevano molte
limitazioni e restrizioni, nonostante ciò, hanno costituito un passo avanti verso un regime liberale per il Paese Italiano.
Carlo Alberto concesse una Costituzione denominata “Statuto Albertino”, la quale era contraddistinta da un’ispirazione liberale ma era anche molto moderata. Lo statuto Albertino rimase in vigore fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Il 17 marzo insorse la popolazione di Venezia e furono liberati i prigionieri politici; così venne ricostituita la Repubblica di San Marco, su basi democratiche e con da capo Manin (che era uno dei prigionieri politici ad essere stato liberato).
Il 18 marzo, a Milano, ebbero inizio le cosiddette “cinque giornate” di Milano, cioè giorni di lotta che si conclusero con la conquista di Porta Tosa da parte dei milanesi. Gli austriaci abbandonarono la città e si rifugiarono nel quadrilatero.
Nel frattempo insorsero anche Modena e Parma, dove si formarono governi provvisori.
In Sicilia ci fu una nuova insurrezione che reclamava l'indipendenza dell'isola e la Costituzione del 1812. La Sicilia fu proclamata indipendente nell'aprile del 1848.
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