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La vocazione di San Matteo e il David


Un altra opera di Caravaggio fu: la vocazione di San Matteo. Il dipinto raffigura il momento in cui,secondo la tradizione evangelica,Gesù segue Matteo come suo apostolo; la scena è ambientata in un locale oscuro. All'estrema destra della tela vi sono Cristo che è appena entrato e tende il braccio destro in direzione del futuro apostolo,e San Pietro ritratto quasi di spalle che lo accompagna.
Matteo seduto al tavolo, insieme a quattro compari, è colto nel momento in cui, con l indice della mano sinistra indica se stesso come per assicurarsi che il Signore stesse rivolgendosi proprio a lui. Dei cinque personaggi seduti al tavolo solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono della presenza di Cristo. Il vecchio con gli occhiali e il paggio a capo tavola,invece, sono troppo intenti a contare il proprio denaro per rendersi conto di ciò che sta succedendo. Il realismo del Caravaggio è qui evidente non solo nella definizione dei caratteri dei vari personaggi ma anche nei loro abiti,trattati con meticolosa verosimiglianza.


Il David con la testa di Golia è forse uno fra i dipinti più drammatici realizzati dall'artista. Dal buio dello sfondo emerge con crudo risalto la figura adolescenziale di David che regge per i capelli la macabra testa mozza del gigante golia. L'espressione di quest'ultimo, i cui lineamenti contratti dalla morte,alludono con realismo ad un probabile autoritratto, è angosciosa e inquietante. Gli occhi sbarrati,infatti,guardano senza vedere,mentre la bocca semiaperta in una smorfia di doloroso stupore,sembra aver voluto pronunciare l'ultimo grido.

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