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Caravaggio - Vocazione di San Matteo (2) scaricato 10 volte

Caravaggio-Vocazione di San Matteo


La Vocazione di san Matteo, in cui è descritto il momento in cui Cristo lo chiamò a divenire suo apostolo. Matteo era un pubblicano e per questo Caravaggio lo raffigurò in un ambiente spoglio e inospitale, mentre insieme ad alcuni compagni è intento a contare i denari della riscossione delle imposte, appoggiati sul tavolo davanti a loro. Caravaggio scelse di rappresentare il momento culminante del racconto evangelico: accompagnato da un discepolo, probabilmente Pietro, Cristo sopraggiunge nella stanza in gran parte buia e con il braccio teso indica il futuro evangelista, che sbigottito sembra chiedersi se stia chiamando proprio lui. Il gesto di Cristo determina la reazione dei due uomini a destra, che si volgono verso i nuovi arrivati; all’estremità opposta della stanza, invece, il vecchio con gli occhiali e il giovane che continua imperterrito a contare le monete sembrano non accorgersi di quanto sta accadendo. Mentre Cristo e Pietro vestono all’antica, Matteo e gli altri indossano eleganti abiti seicenteschi, scelta che rivela l’intenzione dell’artista di rendere ancora più realistico l’evento sacro, collocandolo non in un tempo indeterminato, ma nella realtà a lui contemporanea. Protagonista assoluta del dipinto è la luce, che proviene da una fonte collocata sulla destra, non si tratta di una luce naturale, infatti non proviene dalla finestra sulla parete di fondo, ed è dotata di un esplicito carattere simbolico come allusione alla Grazia divina: il volto di Cristo ne è infatti rischiarato, malgrado sia collocato nella zona d’ombra. Alla luce è anche affidato il compito di costruire le dimensioni spaziali del dipinto, illuminando lo spoglio ambiente, e di rilevare a poco a poco, attraverso forti contrasti chiaroscurali, le diverse reazioni dei personaggi, gli uni toccati dalla Grazia, gli altri del tutto indifferenti e pertanto esclusi dalla Salvezza. Il diffondersi della luminosità stabilisce infine una gerarchia visiva che rende univoca la lettura del dipinto: lo sguardo dello spettatore infatti è indotto a passare dal gesto di Cristo a quello di Matteo, posti esattamente sulla diagonale principale su cui è strutturata la scena. La figura di Pietro è stata inserita forse per suggerire il profondo legame tra Cristo e la Chiesa, di cui Pietro fu il primo pontefice. Il dipinto allude anche all’universalità della Grazia divina, che con la sua luce illumina tutti gli uomini e non solo pochi predestinati e quella della responsabilità individuale di ciascuno nel rispondere alla chiamata divina.

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