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Giuseppe Valadier - Piazza del Popolo

Tra gli anni del governo francese e la Restaurazione la figura dominante nel panorama architettonico romano fu Giuseppe Valadier. Il suo intervento urbanistico più importante fu la sistemazione di piazza del Popolo, cui Valadier iniziò a lavorare nel 1793 e che, dopo una serie di progetti intermedi, ebbe la sua realizzazione definitiva a partire dal 1813. Nel progetto approvato nel 1813 con qualche modifica a partire dal 1816, due emicicli, delineati da due muraglioni, delimitano e est e a ovest la piazza, con al centro l’obelisco; a est una serie di strade e terrazze- giardino collega la piazza con il colle del Pincio; due edifici simmetrici affiancano la Porta del Popolo; a nord vi sono le chiese gemelle. L’intervento non si limitò alla progettazione della piazza ma si estese anche alla creazione di un tracciato viario che lo collegasse al Tevere. L’architetto, affiancato per il progetto definitivo da due colleghi francesi, operò al fine di creare un ambiente urbano e simmetrico. Prima della ristrutturazione, infatti, la piazza presentava una fisionomia poco omogenea, caratterizzata da importanti preesistenze scollegate tra loro: l’obelisco egizio al centro, le due chiese gemelle seicentesche a sud ed infine a nord la Porta del Popolo, con a ridosso la fronte della quattrocentesca Santa Maria del Popolo. La piazza era conclusa a est dalle alture del Pincio, colle elevato di 30 metri rispetto alla piazza, e a ovest da spazi verdi ed elementi di edilizia rustica.

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