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Tiziano - Le tre età


L’armonia dell’opera è determinata dalla messa in atto delle teorie musicali e poetiche di Pietro Bembo, che fece degli studi sull’armonia collegandola ai principi platonici del Rinascimento, e che si dedicò per molto tempo alla questione della lingua, che non si risolse fino al 1800 con Manzoni. La fanciulla in primo piano con il flauto è simbolo della spontaneità, propria del mondo contadino e rurale che spesso si trasforma in passione, la quale va vissuta a discapito del tempo che trascorre, rappresentato dall’anziano sul fondo del quadro che tiene in mano due teschi umani, forse allusione alla morte che toccherà, prima o poi, ai due giovani che ora vengono rappresentati nel fior fiore dei loro anni.
I tre putti, o bambini, sono descritti all’interno di una piramide, struttura pienamente rinascimentale che rimanda al concetto di trinità e religione, e compiono un movimento ascensionale in quanto uno è steso a terra, uno si appoggia sulle spalle di questo e un altro ancora si alza con l’aiuto dell’albero: questo poi allude alla crescita, a un percorso vitale, dato che nell’iconografia classica rappresenta proprio la vita; tuttavia è un albero morto, senza chioma.
Il quadro mette a nudo il rapporto intenso che Tiziano ha con la vita, le emozioni e gli istinti, che si concentrano nell’uomo e non vanno repressi.
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