Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Tintoretto è rinomato per le sue grandi tele, caratterizzate da drammaticità e complessità nelle figure, come si può notare nella crocifissione e nell'ultima cena.
  • Nell'ultima cena, Tintoretto utilizza prospettive tirate e giochi di luce per creare profondità, evidenziando la figura di Cristo e il corpo di S. Marco.
  • Veronese è celebre per la sua rappresentazione di lusso e festosità, come dimostrano le decorazioni nelle case palladiane e opere come "Giustiniana Giustiniani e la nutrice".
  • La cena in casa Levi è una delle opere più importanti di Veronese, che combina elementi sacri e profani, suscitando anche controversie con l'Inquisizione per il suo approccio audace.
  • Veronese modifica la sua opera "La cena in casa Levi" in risposta alle censure dell'Inquisizione, cambiando il titolo e apportando lievi modifiche per evitare conflitti.

Tintoretto e le grandi tele?

Tintoretto è l’artista delle grandi tele, per esempio realizza tutte quelle della Sala Grande. Egli punta sulla drammaticità. Nella crocifissione si nota per via del vuoto intorno a Cristo e perché le figure sono sempre più complesse ed attorcigliate.

Nell’ultima cena porta avanti il suo stile: prospettive sempre più tirate e grande importanza assegnata alla luminosità (angeli trasparenti). Nel ritrovamento del corpo di S. Marco c’è un gioco di luce sugli archi, ciò dà il senso di profondità. In primo piano c’è una sorta di indemoniato e il corpo di S. Marco con un biancore cadaverico. In secondo piano invece c’è la scena in cui il corpo viene ritrovato.

Veronese e il lusso

Veronese è interprete di fasti, gioia e lusso. Si può notare dalla decorazione che è stata realizzata all’interno delle case palladiane. Giustiniana Giustiniani e la nutrice è un’opera in cui è rappresentata la patrona di casa e la domestica, affacciate sul balcone con delle colonne tortili (che si vedono dal basso).

Una sua opera importante è la cena in casa Levi, opera commissionata dai domenicani per essere posta nel refettorio di S. Giorgio Maggiore. Veronese realizza una tela di 13 m, il tema è l’ultima cena, ma si sbizzarrisce: pone Cristo e S. Pietro al centro, che spezza l’agnello, simbolo del sacrificio di Cristo, nel resto è una festa, sono presenti cani, “todeschi” (tedeschi), arabi con turbanti, nani (in particolare il “nano buffone con il pappagallo”). Ma anche a Venezia il Tribunale dell’Inquisizione prende provvedimenti perché considerata un’opera blasfema, quindi viene sentenziato e gli è imposto di modificarla: egli in realtà aggiunge solo un velo per coprire il sangue che usciva dalla bocca di una persona, e poi decide di cambiare titolo all’opera: “cena in casa Levi”, perché Levi era un ebreo che si era convertito al cristianesimo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale stile artistico di Tintoretto nelle sue opere?
  2. Tintoretto è noto per le sue grandi tele caratterizzate da drammaticità e complessità nelle figure, come evidenziato nella sua opera "Crocifissione" e nell'"Ultima Cena", dove utilizza prospettive tirate e luminosità per creare profondità (come nel "Ritrovamento del corpo di S. Marco").

  3. Come si distingue Veronese nel panorama artistico del suo tempo?
  4. Veronese è l'interprete del lusso e della gioia, come dimostrano le sue opere riccamente decorate, tra cui "La cena in casa Levi", dove combina elementi festivi e una rappresentazione audace dell'Ultima Cena, suscitando anche controversie con l'Inquisizione.

  5. Quali elementi provocatori si trovano nell'opera "La cena in casa Levi" di Veronese?
  6. Nell'opera "La cena in casa Levi", Veronese inserisce elementi provocatori come la presenza di cani, nani e personaggi di diverse etnie, che portano a una condanna da parte dell'Inquisizione, costringendolo a modificare l'opera solo in parte, mantenendo però il suo stile distintivo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community