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Giovan Battista Tiepolo - L'incontro di Antonio e Cleopatra

Durante il suo soggiorno a Venezia, Tiepolo crea una delle sue opere principali decorando Palazzo Labia. Sulle pareti del salone dipinge L’incontro di Antonio e Cleopatra. E’ interessante notare come il Tiepolo interpreta episodi non mitici, non biblici, non religiosi ( quindi distaccati dalla realtà), ma storici. La storia romana è tradotta da lui in linguaggio settecentesco; Antonio e Cleopatra sono due attori che recitano la parte di eroi antichi, con abiti, atteggiamenti, mentalità moderni; c’è in essi tutto il raffinato comportamento mondano dell’aristocrazia contemporanea, al punto che, in un modelletto preparatorio dell’Incontro, Antonio compie l’atto galante di chinarsi a baciare la mano di Cleopatra. Se il gesto anacronistico non è stato poi inserito nell’affresco, ciò non significa che sia mutata la concezione. Sarebbe un errore condannare il Tiepolo per questo. Egli non è uno storico, è un pittore; giustamente evita ogni pedantesca ricostruzione di un mondo che non è il suo, limitandosi a ricrearlo fantasticamente e facendolo rivivere davanti alla nostra immaginazione nello straordinario accordo dei colori, infatti Tiepolo produce originalmente un mondo che non è suo ma lo fa rivivere nello splendore e nella ricchezza dei colori e nella sovrabbondanza qualitativa degli abiti e degli arredi.

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