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Studiolo di Francesco I de’ Medici: descrizione



Il figlio maggiore di Cosimo I, Granduca di Toscana, Francesco I, era molto appassionato di scienze ed un grande collezionista di oggetti rari e preziosi. Per questo, dette ordine al Vasari di realizzare un apposito spazio in Palazzo Vecchio dove conservare tutti questi suoi oggetti.
Iniziato nel 1570, fu usato molto poco perché nel frattempo i Medici avevano lasciato l’abitazione di Palazzo Vecchio per trasferirsi in Palazzo Pitti. Completato soltanto nel 1574, dopo la morte del Vasari, col tempo lo studiolo fu abbandonato e i numerosi ornamenti andarono dispersi. Soltanto nel XX secolo esso fu ricostituito e con i pezzi originali e restituito al suo splendore.

Lo Studiolo del Principe è una piccola stanza rettangolare con una volta a botte, privo di finestre; veramente, ne esiste una piccolissima, poco visibile che serve esclusivamente per l’areazione. Per questo motivo, gli esperimenti veri e propri si svolgevano nel laboratorio del Casino di San Marco In appositi armadi decorati, Francesco I vi custodiva tutte le sue collezioni personali; dai documenti risulta che vi venivano conservate gioielli, medaglie, pietre intagliate, cristalli lavorati, vasi e tante altre cose rare preziose. Lo sportello di ogni armadio è decorato con una pittura il cui tema si riferisce al contenuto. Gli altri dipinti raffigurano scene mitologiche e religiose connesse ai quattro elementi, le quattro stagioni e i quattro umori dell’uomo che secondo gli studi alchemici del temperamento: flemmatico, collerico, malinconico e sanguigno. In alto esistono altre pitture; nelle lunette dei lati più brevi della stanza si trovano i ritratti dei genitori, Cosimo I e di Eleonora di Toledo, sua madre. Interessante è il pannello della Fucina o Laboratorio d'alchimia, opera di Giovanni Stradano. In esso Francesco è rappresentato nelle vesti di un artigiano, impegnato nel lavoro della fonderia; questo dimostra come la personalità del principe fosse inquieta e come egli preferisse le sue attività scientifiche alla politica ed al cerimoniale di corte. In alcune nicchie sono esposte delle piccole statue. Le forme dei riquadri dipinti alternano forme rotonde con forme rettangolari; i colori dominanti sono dati dal caldo colore del legno, dalla doratura degli stucchi, dalle venature dei marmi delle nicchie. Nell’insieme si ha una sensazione di raffinata ricercatezza, che si spinge fino agli estremi dell’intellettualismo.
Il Vasari si è occupato della progettazione ed ha lavorato direttamente alla realizzazione un solo riquadro di soggetto mitologico; tutto il resto è stato elaborato da altri artisti fiorentini, suoi allievi, ovviamente da lui coordinati. Invece i ritratti dei granduchi sono opera del Bronzino