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Il Rinascimento è inteso come rinascita del valore dell'uomo, con le sue virtù e la sua capacità di pensiero e di riflessione, non perde occasione di farsi voce anche tra gli artisti, urlando nelle loro opere la vitalità riscoperta ma, a tratti, anche l'insicurezza nascosta nell'ombra della coscienza.
L'arte mette in rilievo aspetti quali: la prospettiva lineare centrica, l'uomo inteso nella sua perfetta figura anatomica e fisionomica e nel suo essere ricco di sentimenti ed emozioni, e la riscoperta della semplicità.
La prospettiva è la raffigurazione tridimensionale di uno spazio con tutto ciò che esso contiene.
Essa rappresentava il vero problema per gli artisti dell'epoca.
Fu Filippo Brunelleschi che della prospettiva fece un argomento di studio e riuscì a trovare un modo per rappresentare alla perfezione lo spazio in prospettiva facendo affidamento a nozioni matematico geometriche.
Grazie a lui, oggi sappiamo che la rappresentazione in prospettiva si ottiene facendo convergere delle rette parallele verso uno stesso punto all'orizzonte (il punto di fuga).

In questo modo si determina la distanza e il diminuire delle dimensioni degli oggetti e delle persone all' aumentare di quest'ultima.
Dopo di Brunelleschi si afferma un altro nome importante nella storia dell'arte: è Leon Battista Alberti.
Questo artista portava dentro di sè le basi dell'architettura romana; tra le sue opere ricordiamo: il Palazzo Rucellai e la facciata di Santa Maria Novella.

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