Piranesi visse in pieno Neoclassicismo (metà del 1700). Cresciuto a Venezia, fu un grandissimo disegnatore ed incisore, nonché uno dei più profondi conoscitori dello stile romano.
Egli rendeva la solennità delle forme semplici attraverso scenari grandiosi, entro i quali l’uomo spariva, come già avveniva con Boullè. A dimostrazione, le “Fondamenta del mausoleo di Adriano”. Il suo stile fu molto eclettico.
Egli credeva che i Romani non dovessero nulla ai greci, ai quali erano superiori. Anzi, cercò di dimostrare che l’architettura romana proveniva dagli etruschi, avendo, quindi, origine italiche. Inoltre, sottostare alle regole classichè comportò la trasformazione dell’architettura in semplice edilizia. Al contrario, egli voleva l’assenza di regole, per lasciare a questa nobile arte la totalità di espressione, grazie alla fantasia e alla creatività.

“Ponte di Trionfo”

È un disegno a penna e inchiostro bruno, fortemente ombreggiato.

Serie “Le carceri”

È un’acquaforte in cui mette in scena un elevato numero di interni architettonici di fantasia. Sono definite “invenzioni” o “capricci”.

“Fondamenta del mausoleo di Adriano”

Le dimensioni colossali dell’edificio, con uno scorcio, quasi a lasciar immaginare che era talmente grande da non riuscire ad entrare nemmeno nei limiti del foglio. In basso, degli omini piccolissimi per dare il senso di immensa grandezza.

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