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Concetti Chiave

  • Michelangelo Buonarroti nasce a Caprese nel 1475 e si forma artisticamente a Firenze, ispirandosi agli antichi maestri come Giotto e Masaccio.
  • La sua concezione artistica evolve da una fedele imitazione della natura a una ricerca della bellezza spirituale, influenzata dalla sua crescente religiosità.
  • Tra le opere più celebri, la Pietà rappresenta la Vergine Maria in un momento di profonda tristezza, esaltando la bellezza del corpo di Cristo attraverso il panneggio.
  • Il David, scolpito tra il 1501 e il 1504, è considerato un capolavoro dell'arte che cattura il giovane re d'Israele in un momento di intensa concentrazione.
  • Michelangelo affresca la Cappella Sistina nel 1508, creando una volta con scene della Genesi e figure di profeti e sibille, esprimendo la sua ricerca della perfezione corporea.

Infanzia e formazione di Michelangelo

Michelangelo Buonarroti nasce il 6 marzo 1475 a Caprese, da una modesta famiglia di nobili origini. Egli compie i primi studi a Firenze e si forma copiando gli affreschi di Giotto e di Masaccio, studiando la scultura degli antichi e quella di Nicolo e Giovanni Pisano.

Evoluzione artistica e spirituale

Nel corso degli anni Michelangelo muta alcune delle sue concezioni artistiche. Prima convinto che l'arte consistesse nella fedele imitazione della natura, sostiene poi che da questa occorresse scegliere le cose migliori e che con la fantasia l'artista fosse capace di dar vita a una bellezza superiore a quella esistente in natura. E così Michelangelo, che prima credeva che la cosa più bella del creato fosse l'uomo, o meglio il corpo umano, in quanto specchio della bellezza divina, si convince, poi, diventato più religioso, che la bellezza fisica fosse secondaria a quella spirituale. Da questo momento, egli inizia l'attività al servizio della chiesa, l'arte assume quindi una funzione religiosa.

LA PIETA' - Fra il 1498 e il 1499 Michelangelo scolpisce la Pietà, il cui tema consiste nel rappresentare la Vergine Maria che tiene tra le braccia il corpo senza vita del Figlio deposto dalla croce. La vergine è una fanciulla dal volto velato di tristezza che sorregge amorevolmente il corpo del figlio. L'artista si serve dell'ampio panneggio per mettere in maggior risalto il corpo liscio perfetto del Cristo.

IL DAVID - Fra il 1501 e il 1504 Michelangelo viene incaricato dall'Opera del Duomo di scolpire una statua del David, partendo da un enorme blocco di marmo inutilizzato. Quello che ne ricava è stupefacente, tanto che l'opera è considerata superiore ad ogni scultura moderna e antica. Il giovane, future re D'Israele, è colto nel momento che precede l'azione: la sua fronte è leggermente aggrottata, in stato di concentrazione e valutazione. I suoi muscoli sono in tensione e le mani nervose e scattanti. La superficie della scultura è perfettamente levigata.

TONDO DONI - Nel 1504 Michelangelo dipinge, incaricato probabilmente da Agnolo Doni in occasione del suo matrimonio, l'unica tavola finita che di lui conosciamo, la Sacra Famiglia, nota anche como Tondo Doni. In primo piano Michelangelo ha raggruppato, saldandoli in un blocco, i componenti della sacra famiglia: Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù. Al di là di un muretto, emerge la figura di San Giovannino, dietro la quale, disposti a semicerchio su un rilievo roccioso, stanno dei giovani nudi. A Michelangelo interessa poco il paesaggio, l'uomo è al centro della sua attenzione e delle sue riflessioni. La Sacra Famiglia rappresenta il mondo cristiano, i nudi quello pagano e San Giovannino costituisce l'elemento di mediazione fra l'uno e l'altro. I colori sono vivaci e cangianti, i corpi sono trattati in maniera scultorea, e disegnati attraverso una linea di contorno netta e decisa. Michelangelo riteneva infatti che la miglior pittura fosse quella che si avvicinava di più alla scultura, cioè quella che possedeva il maggior volume.

La cappella Sistina: un'opera monumentale

Nel 1508 Michelangelo viene incaricato di affrescare l'immensa volta della cappella sistina. La volta si presenta attraversata trasversalmente da arconi che appoggiano su una cornice poco al di sopra delle vele triangolari e sorretta da pilastrini che affiancano i troni di 7 Profeti e 5 Sibille. Gli arconi e la cornice ripartiscono la superficie centrale in 9 riquadri con scene tratte dal libro della Genesi. Nelle vele e nelle lunette sono raffigurate le 40 generazioni degli antenati di Cristo e nei pennacchi angolari sono raffigurati i 4 eventi fondamentali per la Salvezza di Israele.

A destra Dio è in volo sorretto da numerosi angeli ed è avvolto da un manto rosa-violaceo che si gonfia al vento, richiamando il contorno di un cervello, simbolo di sapienza e razionalità. A sinistra Adamo, disteso, si solleva attratto dalla potenza vitale che si sprigiona dalla mano destra di Dio. I due neppure si toccano, solo le loro dita si sfiorano. Lo scopo dell'artista è quello di realizzare corpi perfetti, proporzionati, atletici e maestosi, secondo il suo ideale estetico.

GIUDIZIO UNIVERSALE - Commissionata da Papa Clemente VII de' Medici, la grandiosa composizione, realizzata da Michelangelo tra il 1536 e il 1541, si incentra intorno alla figura dominante del Cristo, colto nell'attimo che precede quello in cui verrà  emesso il verdetto del Giudizio. Il suo gesto, imperioso e pacato, sembra al tempo stesso richiamare l'attenzione e placare l'agitazione circostante: esso da  l'avvio ad un ampio e lento movimento rotatorio in cui sono coinvolte tutte le figure. Ne rimangono escluse le due lunette in alto con gruppi di angeli recanti in volo i simboli della Passione. Accanto a Cristo c'è la Vergine, che volge il capo in un gesto di rassegnazione: ella infatti non può più intervenire nella decisione, ma solo attendere l'esito del Giudizio. Anche i Santi e gli Eletti, disposti intorno alle due figure della Madre e del Figlio, attendono con ansia di conoscere il verdetto. Nella fascia sottostante, al centro gli angeli dell'Apocalisse risvegliano i morti al suono delle lunghe trombe; a sinistra i risorti in ascesa verso il cielo recuperano i corpi, a destra angeli e demoni fanno a gara per precipitare i dannati nell'inferno. Infine in basso Caronte a colpi di remo insieme ai demoni fa scendere i dannati dalla sua imbarcazione per condurli davanti al giudice infernale Minosse, con il corpo avvolto dalle spire del serpente. E' evidente in questa parte il riferimento all'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della formazione artistica di Michelangelo?
  2. Michelangelo si forma a Firenze copiando gli affreschi di Giotto e Masaccio e studiando la scultura degli antichi, il che contribuisce a sviluppare il suo talento e la sua visione artistica.

  3. Come evolve il pensiero artistico di Michelangelo nel corso della sua vita?
  4. Michelangelo passa da una concezione dell'arte come imitazione della natura a una visione in cui l'artista seleziona il meglio della natura, dando vita a una bellezza superiore, enfatizzando la bellezza spirituale rispetto a quella fisica.

  5. Qual è il tema principale della Pietà di Michelangelo?
  6. La Pietà rappresenta la Vergine Maria che tiene tra le braccia il corpo senza vita di Gesù, esprimendo un profondo senso di tristezza e amore, con un'attenzione particolare al corpo perfetto del Cristo.

  7. Quali sono le caratteristiche distintive del David di Michelangelo?
  8. Il David è scolpito da un blocco di marmo inutilizzato e rappresenta il giovane re d'Israele in un momento di concentrazione, con muscoli tesi e una superficie perfettamente levigata, considerato superiore a ogni altra scultura.

  9. Qual è il significato del Giudizio Universale di Michelangelo?
  10. Il Giudizio Universale rappresenta il momento cruciale del verdetto finale, con Cristo al centro e una composizione che coinvolge angeli, santi e dannati, richiamando elementi della Divina Commedia di Dante e riflettendo la tensione tra salvezza e dannazione.

Domande e risposte

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