Ominide 481 punti

Il tributo


Tommaso di Ser Giovanni di Mone Cassai , conosciuto più comunemente come Masaccio nasce a San Giovanni Valdarno (Arezzo) nel 1401.
Nel grandioso ciclo di affreschi della Cappella Brancacci, nella chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze, Masaccio si rifà a quelli di Giotto. Voluti da Felice di Michele Brancacci, essi vengono eseguiti dal 1424 in collaborazione con Masolino, per essere poi ultimati da Filippino Lippi tra il 1481 – 83. Il tema è quello della vita di San Pietro al quale si aggiungono anche scene tratte dalla Genesi.
Nell’affresco ‘Il Tributo’ ( 241 x 597 cm) primo in altro della parte di sinistra, Masaccio illustra un episodio del Vangelo di Matteo ( 17, 24-27) nel quale è descritto l’ingresso di Cristo e dei suoi discepoli nella città di Cafarnao. Come di consuetudine il gabelliere pretende da loro un tributo per il tempio di Gerusalemme. Gesu, non avendo monete a disposizione incarica Pietro di pescare un pesce nella cui bocca trovera miracolosamente una moneta d’argento con cui pagare la tassa dovuta.
Il primo messaggio che traspare da questo affresco è l’individualità dell’uomo: i personaggi sono tutti diversi e in particolare reagiscono al fatto in maniera differente.
La natura è perfettamente descritta,è infatti una natura eseguita in prospettiva, più precisamente utilizza una prospettiva geometrica la quale basandosi su regole geometriche riproduce fedelmente il paesaggio.
Tutte le linee di fuga coincidono con la testa di Gesù che non a caso è il punto di fugo dell’opera.
Fissando 1 punto di vista, la visione dell’affresco è unitaria: con questa visione prospettica non mi accorgo che un personaggio è ripetuto 3 volte (leggermente camuffato). Perché però c’è questa ripetizione? Andava di moda raccontare storie in un’unica immagine che doveva contenere inizio-svolgimento-fine, questo era ciò che voleva la committenza ma contrastava con le intenzioni di Masaccio. Con l’uso della prospettiva riesce ad appagare il volere della committenza e mimetizzare il personaggio di San Pietro.
Per rassicurare il popolo che tutte queste novità non rappresentano un pensiero ateo Masaccio si serve dell’attualizzazione storica ossia l’utilizzo di elementi che corrispondono all’epoca della realizzazione dell’opera, in questo caso il 1400.
Con l’attualizzazione storica ci arriva il messaggio che l’episodio e l’insegnamento descritto continua ad essere importante anche nel Quattrocento.
Ma dove sta il ‘400 nell’affresco?
L’attualizzazione storica è presente nell’uomo vestito con il gonnellino e la calzamaglia (il gabelliere) e nell’architettura che è in pieno stile quattrocentesco.
Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email