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San Girolamo penitente



Il “San Gerolamo penitente” è una tempera su tavola, conservata, in Brasile, al Museo dell’arte di S. Paolo. Le sue dimensioni sono 48 x 37 cm.
Si tratta di un’opera devozionale commissionata a Mantegna da un umanista del tempo. Gli storici dell’arte sono concordi nell’affermare che è stata dipinta verso la fine degli anni ’40 del XV secolo, soprattutto, tenuto conto dell’evidente rapporto della pittura con le tele fiamminghe e con Piero della Francesca ,per il concetto di spazialità ben evidente.
Infatti, il periodo è quello in cui Mantegna entrò in contatto con la corte di Ferrara ed ebbe la possibilità di osservare la pittura di Rogier van der Weyden e di Piero della Francesca.
Dell’opera esistono diversi studi preparatori che hanno permesso al pittore di analizzare con precisione gli spazi, le pose del personaggio e il chiaroscuro per poter poi giungere con sicurezza alla versione definitiva. Uno di questi è visibile al Kupferstichkabinett di Berlino che rappresenta san Girolamo che legge accanto a un leone,
Tradizionalmente San Gerolamo è rappresentato come traduttore della Bibbia e come eremita e penitente; infatti, negli stessi anni Piero della Francesca dipinge anch’esso un San Gerolamo Penitente, esposto nella Gemäldegalerie di Berlino.
Uno degli aspetti che ci colpisce immediatamente è l’amore del pittore per il paesaggio. Infatti, attraverso un’apertura della roccia si intravede uno scorcio panoramico di una strada tortuosa che sale verso una collina. Interessante è un panorama simile, a destra del dipinto: anche in questo una strada bordata da alberi e cespugli anima un paesaggio dominato dalle rocce che si staglia su di un cielo con sfumature azzurre.

La figura del santo ha un aspetto agile e leggero per mettere in risalto l’umiltà di San Gerolamo nell’atto di fare penitenza. La sua testa è circondata da un’aureola ed il cappello da cardinale, verso cui l’uomo sta rivolgendolo sguardo, pur nell’intento di recitare un rosario, giace per terra tra i sassi. Nonostante l’ambientazione sia molto naturale perché fatta esclusivamente di rocce, posti lateralmente si notano dei libri ed una penna. Essi sono il simbolo dell’Umanesimo del santo e della sua ricerca, del suo studio e del suo amore per classici.
Altri sono gli elementi degni di essere sottolineati: lo zoccolo in basso, sembra essere ripreso dalla pittura fiamminga, il Crocifisso, attaccato in alto, seminascosto dalla penombra è tipico di tutte le rappresentazioni di Sam Girolamo, il leone accovacciato ai piedi ci rimanda alla tradizione secondo cui il santo si sarebbe fatto amico dell’animale, togliendogli uno spina che lo aveva ferito. Su di una trave appesa sulla parete della roccia si distinguono due martelli, forse simbolo della Passione di Gesù Cristo, mentre un barbagianni appollaiato in alto è il simbolo della superstizione che l’uomo combatte con il lume della ragione.
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