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Andrea Mantegna, La Camera degli sposi

Massima espressione del prestigio dei Gonzaga e delle qualità artistiche e culturali di Mantegna è la decorazione, commissionata da Ludovico III, della camera picta, detta anche Camera degli sposi. La stanza, quasi cubica, si trova al piano nobile della torre nord del Castello di San Giorgio a Mantova, che proprio in quegli anni veniva ristrutturato in chiave rinascimentale. Solo il camino, le porte, le finestre e i peducci sono reali; tutto il resto è reso illusionisticamente con la pittura. Ogni parete è tripartita verticalmente da arcate di un finto loggiato, che accolgono le scene dietro finti tendoni damascati scostati. Nelle lunette degli archi sono appese ghirlande con le imprese della dinastia. Nelle dodici vele della volta vi sono figure mitologiche a monocromo, tra cui Orfeo, Ercole e Arione; nei pennacchi otto medaglioni sorretti da un putto ritraggono i Primi imperatori romani, mentre la sommità è illusionisticamente aperta da un oculo, alla cui balaustra si affacciano angeli e altre figure, prototipo delle cupole di Correggio e poi barocche. Sulla parete nord è rappresentata La corte di Ludovico III Gonzaga entro un cortile dietro il cui muro a medaglioni marmorei si intravede un albero del giardino. La composizione è concepita come su un podio, che unifica le scene passando davanti al pilastro.

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