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Camera degli Sposi - Andrea Mantegna


Quest’opera viene realizzata a Mantova, mentre Mantegna lavorava presso la corte di Ludovico II Gonzaga, che ne è anche il committente. Si trova all’interno di uno dei torrioni del castello di San Giorgio, nel palazzo ducale, ambiente utilizzato per incontri diplomatici, come salone di rappresentanza. È un ambiente a pianta quadrata, con una copertura a volta (composta da vele romboidali) decorata con la tecnica della grisaglia, una colorazione prevalentemente monocromatica che fa un uso prevalente del grigio. Su di essa sono descritte geometrie romboidali che convergono in un finto oculo. Questo finto oculo fa riferimento al Pantheon ed è una testimonianza della ricerca prospettica del pittore. In questo caso la prospettiva va dal basso verso l’alto e il punto di fuga è centrale. Si ha l’illusione che le pareti vengano sfondate (tecnica pittorica detta in francese: “trompe l’oeil, letteralmente “inganna l’occhio”) attraverso la simulazione di finte architetture che conferiscono voluminosità agli ambienti e li arricchiscono, amplificando lo spazio. Si tratta di una tecnica già presente nell’antica Roma (Pompei ne è un grande esempio) e Mantegna è uno dei primi a riprenderla. Verrà portata avanti anche nei secoli successivi. In questo caso si crea l’illusione di un soffitto aperto, che fa intravedere un parapetto dove degli amorini si sporgono a guardare in basso.
In quest’opera viene rappresentata la corte (laica) al fine di sottolineare lo status dei Gonzaga. Troviamo diversi elementi architettonici: i peducci (reali) e le lesene, dei finti tensori in ferro, tipici delle volte, che fanno da supporto ai tendaggi dipinti. Viene simulata quindi la vista dell’esterno, una terrazza all’aperto e le strutture architettoniche della stanza si fondono con la pittura.
Notiamo una ricerca molto attenta della prospettiva ma sono descritte in maniera dettagliata anche le posture dei personaggi rappresentati, tutte cose che sono volte a rendere l’opera verosimile (a differenza di Piero della Francesca).
Nella scena narrata compare un segretario, che consegna una lettera nella quale si comunica l’elezione a cardinale di Francesco Gonzaga, figlio di Ludovico Gonzaga. Il dipinto ha quindi carattere politico-celebrativo. Si trattava di un annuncio importante, perché conferiva un ruolo politico molto rilevante alla famiglia, poiché il papa e l’alto clero avevano al tempo un enorme potere temporale e quindi le famiglie ambivano ad avere rappresentanti nello Stato della Chiesa.
Dettagli:
-la presenza del cane da al dipinto una connotazione più domestica
-presenza della famiglia
-presenza di una nana.
Nel dipinto dell’incontro invece le figure sono molto più rigide: il figlio eletto è rappresentato frontalmente, mentre il marchese è di profilo, come nella ritrattistica medievale. Sullo sfondo è rappresentata una Roma immaginaria, idealizzata. La città era infatti simbolo di potere.
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