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Lorenzo Lotto si forma a Venezia. Vive l’ascesa di Tiziano e quindi non avrà successo in quella città: Tiziano viene sempre scelto prima di lui.
Giunge nelle Marche dove lavorerà molto a Recanati per la borghesia o per la chiesa. Alla fine della sua vita entrerà nella basilica di Loreto, prendendo i voti, e morirà lì. Non è molto apprezzato dal pubblico perché non usa la pittura tonale; usa invece tonalità molto contrastanti che incutono irrequietezza e tensione. Questo anche perché Lotto amava molto Dürer e si ispira a lui. Le luci all’interno sono quindi molto più forti. I colori sono molto nitidi: il blu (freddo) è molto in contrasto con il rosso (caldo). C’è uno spazio prospettico, simmetrico.

Le figure sembrano propendere verso di noi, anche con gli sguardi. Sono molto realistiche anche nelle azioni e negli sguardi.

Polittico

Nel Polittico, nella parte superiore, c’è una pietà. La cosa particolare di essa è Maria: è velata e si copre il volto con il velo azzurro (elemento con la quale possiamo riconoscerla) perché sta piangendo la morte del figlio. La gente amava il chiaro perché il ‘500 era un periodo molto turbolento e rimarcare sulle differenze non tranquillizzava. Era quindi normale che Lotto attraverso i colori forti non venisse privilegiato.

Assunzione

Si nota molto la differenza con l’Assunzione di Tiziano: i colori sono molto marcati e i volti degli apostoli sono agitati e piuttosto spaventati dalla situazione. Davanti mette il sepolcro vuoto di Maria. Lotto si ispirerà comunque a Tiziano per la realizzazione di quest’opera.

L’Annunciazione

È un’opera fuori dagli schemi: Maria colta alla sprovvista si volta verso di noi con il volto timoroso. Compie un gesto piuttosto popolano, teatrale; non c’è niente di nobile e di santo. L’angelo ha i capelli mossi per il movimento e la sua posizione, solitamente di profilo, è frontale rispetto a noi. A terra si vede il gatto che scappa vedendo l’angelo. L’animale è anche simbolico: il gatto è visto come segno di male. Arriva quindi il messaggero di Dio e il male va via. La stanza è rinascimentale e la casa non è povera. La finestra dà su un giardino tipico all’italiana. In tutto questo arriva Dio che sembra tuffarsi dentro la scena. Mentre tutto il resto è quotidiano e normale (l’angelo è comunque rappresentato in modo realistico, come un giovane, con le ali monocromatiche, Dio viene sopra una nuvola. La spontaneità della rappresentazione è molto originale.

Giovane malato

È rappresentato un ragazzo che ha appena iniziato il mondo del lavoro. Ha dietro di sé il fucile da caccia appeso e uno strumento musicale, come segno che i divertimenti e i passatempi sono finiti. Per lui è l’ora del lavoro: ha un libro molto grande su cui sta lavorando. Si presuppone che dopo gli studi il ragazzo abbia iniziato l’attività di notaio. Sul tavolo si vede il ramarro. Rappresentava il male che da lui non viene toccato ma dal quale si deve guardare. Nonostante i protestanti non credano ai simbolismi, le opere erano comprate da borghesi ecc. Sono molto comuni le nature morte. Il giovane malato vuole trasmettere anche forse delusioni d’amore, suggerite dalla lettera sul tavolo. Lo sguardo del ragazzo è piuttosto triste e nostalgico della spensieratezza che aveva prima.
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