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Il Monumento equestre di Francesco Sforza

I primi studi di Leonardo per il monumento a Francesco Sforza, risalgono al 1485 circa. Essi si concentrarono soprattutto sull'animale: il cavallo era infatti uno dei soggetti preferiti dall'artista poichè in grado, attraverso la potenza muscolare del suo corpo, di esprimere grande forza, vitalità e movimento. In questi disegni il cavallo si impenna rampante in uno scatto dinamico, mentre un fante è atterrato tra le sue zampe; anche il cavaliere si torce, colto nell'impeto della battaglia mentre brandisce una spada ed incita all'attacco. E' una concezione del tutto nuova del monumento equestre, che sembra sfidare la legge di gravità e anticipare le soluzioni barocche, ma perfettamente corrispondente alla visione di Leonardo della natura in perenne movimento. Nei disegni successivi Leonardo tornò per motivi di statica e a una versione più fedele alla tradizione, con il cavallo al passo sul modello del Marco Aurelio romano e dei precedenti monumenti equestri di Donatello. L'artista accompagnò i disegni dell'opera con studi relativi alla statica, agli stampi, alle macchine necessarie per la fusione quali argani, carrucole ed ecc.

Nel 1493, in occasione delle nozze tra Bianca Maria Sforza e l'imperatore Massimiliano I, Leonardo espose il modello in cotto del solo cavallo: si trattava di una figura colossale, alta più di 7 metri. Il modello, collocato nel cortile del Castello Sforzesco, venne distrutto nel 1499 dalle truppe francesi di Luigi XIII alla caduta del Moro: Leonardo lasciò Milano e il monumento rimase irrealizzato.

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