Sapiens Sapiens 10906 punti

Fernand Léger: I costruttori (1950)


Per Léger l’arte contemporanea non può imitare la natura ma piuttosto perseguire la ricerca di un nuovo realismo e ricreare la natura stessa. ecco perché nella maggior parte delle sue opere, egli rappresenta macchine inventare per mezzo delle tecniche più disparate. la sensazione di potenza e di forza che ne deriva, lo avvicina al movimento futurista. Una sua frase molto celebre “Le beau est partout, peut-être plus dans l’ordre des casseroles pendues au mur blanc de la cuisine, que dans un salon du XVIII siècle ou dans les musée ». (= Il bello è dappertutto, forse più nell’ordine delle casseruole appese al muro bianco della cucina che non in un salotto del XVIII secolo o in un museo)
La tela in questione è un inno dell’uomo al lavoro: sullo stesso tema, Léger ha dipinto anche il quadro “L’équipe au repos”. Egli intende sottolineare il contrasto fra l’uomo e le sue scoperte tecnologiche, fra l’operaio e la durezza delle impalcature metalliche che lo circondano. I corpi sono semplificati nelle loro forme come se fossero congelati dal nero dei loro contorni. Le curve delle nubi si oppongono alla geometria dei travi: è quello che Léger chiama il “contrasto plastico”. L’aggrovigliarsi dei travi che quasi sempre formano delle diagonali, segna la profondità dello spazio senza tuttavia rispettare le regole della prospettiva. I toni puri ed uniformi dell’architettura contrastano con le sfumature grigie degli operai e delle nuvole.
Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Tiziano - Paolo III con i nipoti