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Mauro Goducci - Opere


Mauro Goducci è un artista lombardo vissuto nel XV secolo che ha lavorato a Venezia, realizzando edifici religiosi e civili con cui ha dato prova di aver superato ogni residuo gotico ed orientaleggiante, rinnovando così l’architettura veneziana. Anche se le notizie su di lui sono scarse, è molto probabile che fosse a conoscenza del Rinascimento fiorentino.

La prima opera che egli realizza a Venezia è la chiesa di San Michele in Isola, che risale al 1469. Essa è chiamata anche San Michele di Murano. La facciata porta lateralmente e sulla sommità degli elementi architettonici curvilinei e nell’insieme, essa ci fa pensare all’influenza di Leon Battista Alberti per la serenità e la luminosità che richiama. Gli storici dell’arte la considerano il prototipo delle chiese rinascimentali veneziane.
Qualche anno più tardi, Goducci costruisce la chiesa di San Zaccaria. In questo caso, il punto di partenza è lo schema di San Michele in Isola, ma arricchito e sviluppato. Infatti, l’artista vi ha aggiunto numerose finte logge e delle finestre con diverse divisioni orizzontali, tramite cornici che contribuiscono a creare un grande effetto pittorico. Occorre anche ricordare che l’edificio fu eretto in stile gotico, ma la ristrutturazione del Goducci le dette delle forme rinascimentali, nel rispetto della tradizione artistica di Venezia.

Nel 1492, Mauro Goducci realizza la Chiesa di Santa Maria Formosa che costituisce un esempio molto significativo della nuova concezione rinascimentale lagunare. La pianta e la copertura della chiesa sono particolarmente complesse. Infatti, lo spazio è diviso in tutta una serie di cappelle tramite archi e pilastri, ma comunque con un carattere unitario dovuta alla leggerezza delle strutture architettoniche e alle numerose aperture. Per questo motivo, al visitatore gli angoli visuali risultano sempre nuovi. Relativamente alla copertura, si può dire che nella navata maggiore essa è a crociera, all’incrocio fra la navata centrale e il transetto, essa diventa a cupola, nelle navate laterali si trasforma in cupolette e nelle adiacenti cappelle a botte. Al Goducci si deve anche la realizzazione del Palazzo Vendramin-Calergi, che fu portato a termine da Pietro Lombardo, dopo la morte del Goducci. L’edificio si affaccia sul Canal Grande. Esso trova un forte equilibrio sia verticale che orizzontale, grazie alla presenza di imponenti cornici che si sviluppano orizzontalmente e di classiche colonne lisce, in senso verticale, fra le quali si aprono delle larghe finestre a bifora (ben dieci), ma con arco a tutto sesto. L’artista realizza quindi una felice ed equilibrata sintesi fra lo stile rinascimentale e la leggerezza delle superfici vetrate. Il palazzo costituirà un prototipo per gli edifici civili futuri perché rispondente alle esigenze dell’aristocrazia veneziana di sempre.
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