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Donato di Niccolò di Betto Bardi, conosciuto come Donatello, nasce a Firenze nel 1386.
Molta della sua attività si svolge a Firenze, alla cui crescita rinascimentale lui contribuisce forse più di chiunque altro artista dell’epoca. Con Donatello la scultura arriva a risultati irripetibili non solo perché com dice il Vasari ha saputo riallacciarsi alla tradizione greco-romana ma anche perché per prima ha saputo superarla, mettendo nei suoi personaggi un’umanità e un’introspezione psicologica che rimarranno a lungo piantati nella storia dell’arte.

Il David

Il celebre David di Donatello gli fu commissionato da Cosimo de’ Medici intorno al 1440.
La scultura è una scultura a tuttotondo, pensata per la vista anche dal retro e dal basso. Il personaggio raffigurato è il giovano Davide, rappresentato con fattezze estremamente femminili, che ha appena sconfitto il gigante Golia, la cui testa è schiacciata dal suo piede sinistro. Partendo da spunti classici (infatti questa è la prima scultura di un nudo virile rappresentata dopo oltre un millennio) Donatello dà al David un’espressione naturalmente pensosa molto contrastante con la sua innaturale postura del corpo. Tutto il peso del corpo cade sulla gamba destra e la spalla sinistra è leggermente rialzata.

San Giorgio

Il ‘San Giorgio’ fu commissionato a Donatello nel 1416 dall’Arte dei Corazzai e Spadai di Firenze per essere posta in una nicchia esterna della chiesa di Orsanmichele.
Partiamo da un concetto: San Giorgio è un cavaliere vale a dire un nobile e come tale è privilegiato per diritto di nascita. Quando vedo la statua il mio cervello automaticamente la collega al concetto di privilegio; sapendo che Donatello parla però di un uomo nuovo ecco che collego il privilegio al fatto che l’uomo rinascimentale è considerato privilegiato per diritto di nascita perché è l’unica creatura di Dio dotata di intelletto e perciò in grado di elevarsi rispetto alle altre creature. Come dovere dell’uomo nuovo, San Giorgio sta osservando, si sta relazionando con quello che lo circonda e possiamo ben notarlo dallo sguardo concentrato e quasi pensoso insieme alle sopracciglia e alla fronte aggrottata.
Donatello fa uno studio ben approfondito dei classici, i suoi studi degli antichi si ritrovano anche in questa scultura: la statua è alta 2m circa, come lo erano quelle greche, e le sue proporzioni si rifanno alle regole del canone di Policleto, la postura ricorda lievemente quella chiastica.
In San Giorgio, Donatello adotta anche uno schema geometrico:
- il vertice del triangolo che forma il piede si annulla con il vertice in basso della meta dello scudo (appunto rivolto verso terra)
- il vertice dell’altra metà dello scudo rivolto verso l’altro si annulla con il triangolo formato dal busto.
Annullandosi questi 4 triangoli la statua è perfettamente equilibrata.
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