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Giorgione - La tempesta


E’ l’opera più importante: nasconde dei misteri e non è stata ancora decifrata, dunque esistono più letture.
Secondo una di queste, sembra che più che a raccontarci qualcosa la tavola serva a far vedere come siano importanti nelle opere gli effetti luminosi e il cromatismo delicato. Secondo la storia dell’arte può rappresentare soggetti mitici (Giove e Venere), letterari (Dioniso sotto le mura di Tebe) o biblici (Adamo ed Eva dopo la cacciata dal paradiso).
Qualcuno ne dà una lettura storica: potrebbe rappresentare la nascita di Venezia; la città sarebbe quella sullo sfondo che si trova in corrispondenza con la donna, madre, che simboleggia Padova, la città che fonda Venezia. L’uomo in abiti veneziani, invece, potrebbe indicare Antenore, il troiano che, tradendo la sua città, permise la distruzione di Troia (le rovine sullo sfondo rappresenterebbero la vecchia città).
Dal lampo deriva una forte luminosità che pervade l’opera e all’interno della quale le figure tendono a dissolversi nonostante il disegno sia definito e accurato.
L’opera possiede un equilibrio, una perfetta armonia, che nel primo momento della sua carriera veniva espressa con espedienti tecnici (come nella Pala di Castelfranco) mentre ora, nella maturità, viene resa grazie a colore e luce.
E’ importante, infine, notare che il paesaggio domina la scena ma interagisce pienamente con la figura umana dichiarando armonia tra uomo e natura.
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