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Friedrich, Viandante nella nebbia

Il dipinto di Caspar David Friedrich, Viandante nella nebbia, rappresenta un uomo visto di schiena, in controluce, che da una roccia a strapiombo osserva in basso la vallata immersa nella nebbia, come se fosse un mare. In lontananza le montagne sono appena accennate e l’orizzonte si confonde con la nebbia. Il quadro è considerato il simbolo del Romanticismo perché in esso ritroviamo molti temi romantici come quello dell’infinito e del sublime cioè dello stato d’animo che prova piacere ma anche turbamento nel trovarsi di fronte ad un’immagine maestosa ma anche e terribile senza confini precisi. Il concetto di sublime è stato definito da Kantdi fronte a tali immagini, l’uomo tende a scomparire ed è rappresentato in modo molto rimpicciolito, di fronte alla grandezza del paesaggio. In epoca romantica gli artisti erano infatti attratti da sentimenti contrastanti e per questo motivo il loro interesse si rivolgeva verso immensi paesaggi naturali in grado di affascinare, ma anche di incutere timore e sgomento. Di fronte a paesaggi simili, l’uomo prova un senso di “piccolezza”, di finitezza, di estrema fragilità, ma nello stesso tempo intuisce il concetto di infinito e si rende conto che l’animo umano possiede una facoltà superiore alla misura dei suoi sensi. Per il tema dell’infinito, la tela ci fa pensare al ruolo dell’immaginazione e dell’infinito nel Leopardi. In sintesi, il dipinto ci rappresenta l’uomo nel suo carattere di essere “finito e limitato” che tuttavia aspira all’infinito all’interno di una natura immensa e senza confini. Comunque non dobbiamo pensare che Friedrich sia un pittore paesaggista, in senso illuminista come lo era il Canaletto. Il rapporto con la natura è particolare e tipico della sensibilità romantica.
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