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Piero della Francesca, Sogno di Costantino

Nel Sogno di Costantino la luce irrompe dall’alto, direzionata e ferma; squarcia il buio, già virato verso i toni blu dell’alba vicina, abbagliando la tenda in cui Costantino è immerso nel sonno, vegliato da due guardie e da un servitore. Questa luce improvvisa è emanata dall’angelo, che appare in sogno all’imperatore la notte precedente alla battaglia contro Massenzio a Ponte Milvio, annunciandogli la vittoria sotto la protezione di un nuovo credo: “In hoc signo vinces” (con questo segno vincerai).
La tenda imperiale è risolta in termini puramente geometrici, composta da una forma cilindrica sormontata da una conica, il palo centrale a segnare l’asse. Il letto parallelepipedo (le lenzuola vi si adagiano evidenziando uno spigolo netto), è ribadito dal muretto, su cui siede assorto il servo, costruendo una spazialità per gradi successivi.

Le due guardie sono disposte in posizione simmetrica, rispondendo al fascio luminoso come uno stesso corpo solido visto da due diverse posizioni. In questo scenario di silenzio, in questa atmosfera di sospensione e attesa, emerge ancora una volta l’inquietudine per le sorti dell’Occidente, in quegli anni di profondo cambiamento degli equilibri internazionali.

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