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Fontane di Roma

FONTANA DI PIAZZA COLONNA

Fu voluta da Papa Gregorio XIII e realizzata da Giacomo della Porta nel 1577. In un primo tempo il della Porta ideò la fontana addossata alla colonna Antonina e decorata dalla statua di Marforio da poco ritrovata nel foro romano e ancora lì giacente ma questa proposta non fu accettata e la fontana fu collocata dove si trova attualmente. La fontana è alimentata dall'acqua Vergine ed è composta di una .grande vasca di marmo di forma ottagonale con i lati alternativamente concavi e convessi, eseguita dallo scultore Rocco de Rossi in marmo di Chio (detto porta santa perché con esso fu costruita la porta santa del giubileo), è ornata da sedici fasce di marmo bianco sormontate da teste di leoni. La vasca è posta su un basamento di due scalini ed è decorata da gruppi contrapposti di delfini con la code intrecciate posti dentro conchiglie che versano acqua, al centro della vasca un piccolo catino da cui zampilla il getto d'acqua. ( le decorazioni furono realizzate nel 1830 durante il restauro della fontana).

FONTANA DI PIAZZA DELLA ROTONDA (PANTHEON)

Anche questa fontana fu progettata da Giacomo Della Porta su incarico di Papa Gregorio XIII, l'artista concepì una vasca posta su un basamento di tre gradini e ornata da maschere e delfini da cui sgorgava l'acqua. La fontana fu poi rimaneggiata da Filippo Barigioni nel 1711 che inserì una scogliera all'interno della vasca sormontata da un obelisco ornato con quattro delfini da cui sgorgava l'Acqua Vergine. L'obelisco proveniente da Eliopoli in Egitto ed eretto dal Faraone Ramses II, fu trovato nel 1300 durante gli scavi per la costruzione dell'adiacente chiesa di S. Maria sopra Minerva. La fontana fu nuovamente restaurata nel 1874, nel 1928 e nel 1974.

FONTANA DEL MORO (PIAZZA NAVONA)

La fontana in origine fu realizzata su progetto di Giacomo Della Porta nel 1574 con tritoni e scogli da cui zampillava l'acqua, ma nel 1653 papa Innocenzo X non soddisfatto della fontana incaricò Gian Lorenzo Bernini di rinnovarla completamente. L'artista dopo vari tentativi collocò al centro della vasca la splendida statua detta del "Moro" una figura di Tritone che cerca di catturare un delfino trattenendolo tra le braccia, la statua si torce nello spazio, creando un potente senso dei movimento. I tritoni con la buccina ai mascheroni della precedente fontana furono collocati dal Berníni intorno ad un'ampia piscina al livello del terreno che raccoglieva l'acqua. La fontana fu restaurata nel 1708 e fu sostituita la vasca esterna nel 1874 quando le sculture dei tritoni e i mascheroni furono sostituiti con delle copie.

FONTANA DEI QUATTRO FIUMI (PIAZZA NAVONA)

Al centro di Piazza Navona esisteva originariamente solo una grande vasca per abbeverare i cavalli. Nel 1664 Papa Innocenzo X, decise di abbellire la piazza facendo costruire una fontana, alimentandola con parte dell'Acqua Vergine, deviata da Fontana di Trevi. L'opera fu affidata a Gìan Lorenzo Bernini che riuscì a sottrarre l'incarico a Francesco Borromini, altro grande architetto dell'epoca. L'idea dei fiumi fu presa dal Bernini da una fontana che sorgeva a Firenze nel giardino di Boboli. L'artista decise di rappresentare i quattro continenti allora conosciuti, attraverso statue di marmo bianco alte più di cinque metri che rappresentavano i quattro fiumi simbolo dei continenti: il Danubio per l'Europa, il Nilo per l'Africa con la testa coperta, perché all'epoca non se ne conoscevano le sorgenti, il Gange per l'Asia e il Rio della Plata per l'America. Le statue erano addossate ad una roccia artificiale e realizzate in modo da dare l'impressione d'estrema naturalezza e leggerezza.
Dalla roccia sgorga impetuosa l'acqua. La fontana è sormontata da un obelisco egizio proveniente dal circo di Massenzio sull'Appia Antica. Dalla falsa grotta aperta nella roccia artificiale e decorata con palme scosse dal vento, si affacciano un leone ed un cavallo. Questo bellissimo complesso scultoreo è posto al centro di un bacino di ventitrè metri di diametro, esso raccoglie l'acqua che sgorga dalle aperture nella roccia. Una leggenda popolare narra, che Berniní abbia voluto le statue prospicienti la chiesa di S. Agnese, (La chiesa si trova su un lato della piazza di fronte alla fontana dei fiumi) in atto di ripararsi con le braccia, come se temessero l'imminente crollo della facciata della chiesa del suo rivale Francesco Borromini.

FONTANA DEL NETTUNO (PIAZZA NAVONA)

Situata nel lato settentrionale della piazza, la fontana fu anch'essa progettata da Giacomo Della Porta e realizzata nel 1574, ma la fontana fu poi completamente rifatta dal Bernini per incarico di Papa Innocenzo X il quale aggiunse una piscina dì basenella quale trovava posto la vasca originate, purtroppo per tre secoli la vasca rimase priva di qualsiasi ornamento e fu terminata soltanto nel 1873 quando venne bandito un apposito concorso vinto dallo scultore Antonio della Bitta che poi collaborò con lo scultore siciliano Antonio Zappalà i quali realizzarono rispettivamente la statua del Nettuno al centro e le decorazioni di cavalli marini sirene e putti che giocano con delfini. La fontana fu inaugurata nel 1878.

FONTANE DI PIAZZA FARNESE

Sulla piazza sorgono due fontane gemelle. La realizzazione appartiene a Girolamo Rainaldi, che utilizzò due magnifiche vasche di granito egizio provenienti dagli scavi effettuati alle terme di Caracalla e portate nella piazza da papa Paolo III Famese a scopo ornamentale. Il Rainaldi innalzò le due vasche su piscine oblunghe di travertino ponendovi al centro i piccoli bacin dove ricade l'acqua che proviene dallo stemma dei Farnese, il giglio, realizzato in marmo. Furono inaugurate nel 1636 e alimentate con l'Acqua Paola.

FONTANA DI PIAZZA CAPODIFERRO

L'originale fontana detta delle mammelle è scomparsa nel 1700, la piccola fontana che l'ha sostituita è situata in una nicchia ricavata nella parete dell'attuale Palazzo Ossoli che si trova di fronte a palazzo Spada. La fontana presenta una bella testa di leone che dalla bocca versa l'acqua in un sarcofago ovale, da qui attraverso due forme leonine l'acqua si riversa nella sottostante vasca di raccolta a livello stradale protetta da una recinzione. Al di sopra della testa del leone è stata collocata una sagoma di legno dipinta con una figura femminile che ricorda la fontana ormai scomparsa.

FONTANA DEL MASCHERONE (VIA GIULIA)

La fontana è caratterizzata da una grossa maschera marmorea seicentesca, addossata ad un muro costruito nell'800 che ne ha cambiato l'originaria sistemazione in uno spazio aperto. La fontana, realizzata con marmi d'epoca romana recuperati dagli scavi archeologici che dal periodo cinquecentesco in poi fiorirono in tutta Roma, fu realizzata forse da Girolamo Rainaldi nel 1626. Il mascherone è inserito in un prospetto con grosse volute laterali alla base e con un architrave sormontato dallo stemma della famiglia Farnese: un giglio. Il mascherone versa l'acqua in un catino semicircolare e poi si raccoglie in una grande vasca di granito di forma rettangolare, quindi nel bacino di raccolta a fior di terra protetto da una recinzione. Nei secoli scorsi in occasione di feste particolari dalla bocca del mascherone usciva vino anziché acqua.

FONTANA DELLE TARTARUGHE (PIAZZA MATTE')

La fontana progettata da Giacomo della Porta nel 1581, fu edificata da Taddeo Landini autore degli efebi di bronzo e commissionata dalla famiglia Mattei proprietaria dell'omonimo palazzo presente sulla piazza. Nel 1658 fu rimaneggiata e restaurata da Gian Lorenzo Bernini per ordine di papa Alessandro VII, è in questa fase che sono aggiunte le tartarughe e i quattro putti. E' una delle fontane più preziose e importanti del tardo Rinascimento, dove l'elemento scultoreo prevale su quello architettonico: quattro efebi di bronzo poggiano su altrettante conchiglie di marmo africano e posano il piede su delfini anch'essi di bronzo, altri delfini si dovevano trovare al posto preso poi dalle tartarughe, ma non furono mai posti in opera. Le tartarughe bronzee si trovano sul bordo del catino superiore, qui si raccoglie l'acqua dello zampillo che ricade poi nella vasca sottostante soffiata dalle bocche dei putti. Le tartarughe subirono nel tempo vari furti ma furono sempre recuperate e rimesse al loro posto, oggi sono state rimosse e sostituite con delle copie, quelle originali si trovano ai musei capitolini.

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