Cenacolo
Il di Leonardo:
In quest'opera Leonardo rappresenta le emozioni dei protagonisti della storia, Gesù e gli Apostoli.
Sappiamo che per il pittore è molto importante illustrare i “moti dell'animo”: nel suo Trattato della
Pittura scrive che il bravo pittore deve saper rappresentare non solo l'aspetto esteriore dell'uomo ma
anche i suoi pensieri, le sue emozioni; la prima cosa non è difficile da fare, ma la seconda sì,
perché pensieri ed emozioni si devono rendere con i gesti e gli atteggiamenti (Lo bono pittore ha da
dipingere due cose principali, cioè l’homo e il concetto della mente sua. Il primo è facile, il secondo
difficile perché s’ha a figurare con gesti e movimenti delle membra).
Per questo motivo Leonardo decide di rappresentare il momento successivo alle parole di Gesù
“Uno di voi mi tradirà”.
È il momento più drammatico della Cena: ogni apostolo si domanda, e domanda agli altri, chi può
essere il traditore. Leonardo si concentra sull'effetto che le parole di Gesù provocano sugli apostoli,
sulla loro reazione: proprio per questo cambia il modo di rappresentare la scena rispetto agli artisti
precedenti.
Prendiamo ad esempio l'Ultima Cena di Andrea del
Castagno (1450): Giuda, il traditore, è rappresentato, da
solo, davanti alla tavola mentre gli altri apostoli, e Gesù,
sono tutti dall'altro lato, uno accanto all'altro. La scena è
solenne, ma non particolarmente drammatica.
Invece Leonardo rappresenta Giuda in mezzo agli
altri apostoli e organizza quattro gruppi di tre
figure ai lati di Gesù, che sta al centro. Gesù e
Giuda sono gli unici immobili e calmi,
diversamente dagli altri che sono agitati e
sconvolti: solo loro due sanno la verità. Giuda è
anche l'unica figura del dipinto in ombra. La
scena è molto drammatica.
Cominciamo da sinistra. Il primo gruppo è formato da tre personaggi in piedi:
Bartolomeo, Giacomo Minore ed Andrea.
Giacomo
Bartolomeo Andrea Pietro Giuda Giovanni
Minore Copia del Cenacolo di Giampietrino, 1520
Tommaso Giacomo Filippo Matteo Simone Taddeo
Leonardo fa capire il carattere di ogni apostolo e come ognuno di loro
reagisce alla stessa situazione emotiva in modo diverso, in base al suo
diverso carattere: è veramente l'applicazione della sua teoria dei moti
dell'animo.
Il centro focale e compositivo dell’opera è la
figura di Cristo
(vedi slide 8 de “Il campo”.ppt )
Il Cenacolo, Leonardo da Vinci
In quest'opera Leonardo rappresenta le emozioni dei protagonisti della storia, Gesù e gli Apostoli. Sappiamo che per il pittore è molto importante illustrare i moti dell'animo: nel suo Trattato della Pittura scrive che il bravo pittore deve saper rappresentare non solo l'aspetto esteriore dell'uomo ma anche i suoi pensieri, le sue emozioni; la prima cosa non è difficile da fare, ma la seconda sì, perché pensieri ed emozioni si devono rendere con i gesti e gli atteggiamenti (Lo bono pittore ha da dipingere due cose principali, cioè l'homo e il concetto della mente sua. Il primo è facile, il secondo difficile perché s'ha a figurare con gesti e movimenti delle membra).
Per questo motivo Leonardo decide di rappresentare il momento successivo alle parole di Gesù "Uno di voi mi tradirà".
È il momento più drammatico della Cena: ogni apostolo si domanda e domanda agli altri chi può essere il traditore. Leonardo si concentra sull'effetto che le parole di Gesù provocano sugli apostoli, sulla loro reazione: proprio per questo cambia il modo di rappresentare la scena rispetto agli artisti precedenti.