verost di verost
Ominide 116 punti

Confronto di due opere d’arte

LA ZATTERA DELLA MEDUSA:
Théodore Géricault
ca 1819
Olio su tela
491x716 cm
Parigi,Museo del Louvre.

Il soggetto è desunto da un fatto di cronaca, infatti, mostra i pochi scampati al naufragio della nave francese Medusa, nel momento in cui avvistano in lontananza l’imbarcazione che li porterà in salvo. Gli occupanti della nave, inabissati al largo delle coste africane nel 1816, si rifugiarono su una zattera che rimase abbandonata tra le onde del mare per diverse settimane. Gli sfortunati occupanti di quella zattera vissero un'esperienza terribile che condusse alla morte la gran parte di loro. Solo una quindicina di uomini furono tratti in salvo da una nave di passaggio, dopo che su quella zattera era avvenuto di tutto, anche fenomeni di cannibalismo.
Formalmente il quadro è costruito secondo il classico sviluppo piramidale. Queste sono due ed esprimono direzioni che si incrociano tra loro opponendosi. La prima parte dall’uomo morto in basso a sinistra ed ha il vertice nell’uomo che, di spalle, sta agitando un panno. È la direzione umana che va dalla disperazione di coloro che sono morti alla speranza di chi ha ancora la forza di scuotersi con la speranza di essere visto da qualcuno che vada a salvarli. La seconda parte dalle onde del mare per giungere all’albero che sorregge la vela. Questa è la direzione del mare che spinge in direzione opposta.

Nei primi studi, Géricault mise una nave all’orizzonte, ma ciò avrebbe dato la sensazione del lieto fine: che oramai, la brutta avventura stava per volgere all’epilogo. Ciò comportava lo scioglimento della tensione psicologica. Nella stesura definitiva la nave all’orizzonte scompare, proprio per aumentare il senso del pathos. Chi guarda non sa come la vicenda andrà a finire e quindi deve cogliere la sensazione drammatica di chi ancora non sa se verrà salvato o meno.

LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO
Eugène Delacroix
1830
Olio su tela
235x260 cm
Parigi, Museo del Louvre.

Il personaggio della libertà costituisce il primo tentativo di riprodurre un nudo femminile. Delacroix riuscì a superare il problema attribuendo alla fanciulla la funzione allegorica della Libertà: un'indimenticabile immagine dei parigini che si sono sollevati in armi e marciano insieme sotto la bandiera tricolore. Indossa il berretto frigio, simbolo di libertà, stringe nella destra la bandiera repubblicana francese e nella sinistra un fucile. Come Géricault, segue uno schema piramidale e i corpi ricordano certe posizioni de La zattera della Medusa.

Come quest’ultima, lo sfondo è vacillante, fatto di travi, barricate e da questa instabilità si sviluppa il movimento della composizione.
Come nella Zattera, le figure formano una massa che culmina in una figura che agita qualcosa, in primo piano ci sono i morti riversi; coincidono poi altri particolari realistici e il modo di sottolineare il gesto culminante accompagnandolo col braccio levato di altre due figure. Ci sono però anche molte differenze: ad esempio il moto della massa è invertito, mentre nella Zattera il movimento va dall’avanti all’indietro, nella Libertà viene in avanti, si precipita verso lo spettatore. Alla ricerca e alla perfezione anatomica che conferisce importanza a ciascuno dei personaggi si è contrapposto una massa indistinta del popolo senza connotazioni particolari. I colori scuri sono resi più vivaci da quelli brillanti della bandiera che si ripetono negli abiti della figura ai piedi dalla Libertà. L’autore inserisce nel dipinto tutte le classi sociali: il borghese, il proletario, il soldato, il bambino.
Delacroix si ispira a eventi a lui contemporanei per evocare l'immagine romantica dello spirito della libertà. I soldati che giacciono morti in primo piano servono come toccante contrappunto per la simbolica figura femminile che è illuminata in maniera trionfale.

Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email