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Carlo V a cavallo

Tiziano fu il ritrattista ufficiale di Carlo V e grazie alla sua abilità l'immagine e la personalità dell'imperatore ci appaiono vive e umane. Oltre ai ritratti ufficiali secondo il canone del ritratto di stato a figura intera, l'artista inventò un nuovo genere di immagine ufficiale del principe: il ritratto equestre. In questo ritratto l'iconografia viene ad assumere anche un significato allegorico: Tiziano ritrasse durante la dieta di Augusta Carlo V rievocando la recente vittoria delle forze cattoliche sui principi protestanti della lega di Smalcalda a Muhlberg. L'imperatore è raffigurato mentre si reca in battaglia, con armatura e lancia, assimilato al miles christianus che lotta per la difesa della fede e alla figura del santo cavaliere Giorgio, vittorioso sul drago-demonio. Carlo stesso aveva voluto portare la lancia proprio con questo significato, mentre in battaglia i re erano soliti impugnare la spada o il bastone di comando. La scena è ambientata entro un paesaggio arioso e verdeggiante, nei bagliori dorati dell'alba che sono resi con morbidezza tonale, mentre acquistano maggior forza sul protagonista. Il volto di Carlo non è idealizzato e l'imperatore, pur pallido e già malato, appare concentrato e deciso, senza espressioni trionfali. L'umanista e amico di Tiziano Pietro Arentino suggerì di inserire delle figure allegoriche della religione e della fama, ma Tiziano le ritenne un'allusione troppo enfatica e scontata, e inoltre poco adatta al carattere schivo e taciturno del committente, che si ritirerà in monastero dopo aver abdicato.

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