Ominide 42 punti

Caravaggio


Caravaggio nacque a Milano, ma la sua famiglia era originaria di Caravaggio (località vicino Milano). Il suo vero nome era Michelangelo Merisi. Durante la prima formazione fu influenzato dalla scuola lombarda, caratterizzata da una rappresentazione realistica (piuttosto che rappresentare Santi in maniera aulica, venivano rappresentati con gesti normali, con comportamenti della vita quotidiana). Dopo questo periodo, Caravaggio si trasferì a Roma, posto molto importante per gli artisti. A Roma non si trovò molto bene perché c’era molta concorrenza, quindi era difficile affermarsi. Fu costretto a lavorare per il Cavalier d’Arpino, pittore ben inserito nei salotti romani, che faceva da intermediario. Egli si faceva commissionare molte opere e le faceva realizzare a giovani artisti che lavoravano per lui. Il Cardinal Del Monte si interessò dei dipinti di Caravaggio e lo andò a cercare. Una volta trovato, convinse il Cavalier d’Arpino a liberarlo. Così, Caravaggio andò a vivere nel palazzo del Cardinal Del Monte, suo protettore, dove aveva uno studio proprio. Caravaggio aveva un carattere piuttosto particolare: subito pronto ad entrare in conflitto, glorioso e coraggioso. Non amava i salotti, pensava fossero posti viscidi. In quegli anni il Papa aveva imposto il coprifuoco; Caravaggio amava frequentare gli ostelli e venne arrestato più volte. La sua fama era discussa, aveva molti nemici. Caravaggio per dipingere aveva bisogno di modelli: componeva i gruppi da dipingere nello studio. Qualcuno sostiene che usava la camera oscura. Questo spiegherebbe il perché molti dei suoi dipinti appaiono ribaltati e l’uso particolare della luce (direzionata e artificiale). Una sera aveva appena fatto una partita di palla prigioniera e ebbe un diverbio con uomo; ci fu un duello in cui l’avversario, Ranuccio Tomassoni, morì. Ranuccio apparteneva ad una famiglia importante che chiese giustizia al Papa. Caravaggio fu condannato a morte (sarebbe dovuto essere decapitato), ma si rifugiò prima a Napoli e poi a Malta dove trovò tranquillità. A Malta venne accolto dal Gran Maestro che ammirava la sua pittura. Dipinse per i cavalieri di Malta e stava quasi per diventare un cavaliere, ma si fece dei nemici e Caravaggio fece uscire il suo carattere irruente. Qualcuno fece notare al Gran Maestro che Caravaggio era un ricercato e, quindi, venne carcerato. Il Gran Maestro lo fece scappare e, così, ritornò a Napoli dove la situazione era peggiorata perché i sicari della famiglia di Ranuccio lo cercavano; decise di scappare in Sicilia. Dopo tante insistenze, giunse la notizia che era stato perdonato dal Papa. Caravaggio prese tutti i suoi quadri e decise di tornare a Roma, ma venne arrestato perché non aveva i documenti (addirittura perse i suoi quadri perché erano già stati imbarcati). Presto Caravaggio viene liberato perché debole di salute. Durante il viaggio verso Roma, i marinai lo lasciano vicino Napoli perché molto ammalato. Muore in un ospedale a Napoli.
Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017