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Cappella Pazzi presso la chiesa di S.Croce: Ha lo stesso principio della sagrestia Vecchia ma ai lati vi sono volte a botte. Si ispira alla sala capitolare di Santa Maria Novella con un vano principale a pianta rettangolare e scarsella. L'interno è essenziale e si basa, come nella Sagrestia Vecchia, nel modulo a 20 braccia fiorentine che è la misura della larghezza dell'area centrale, dell'altezza dei muri interni e del diametro della cupola. C'è una panca in pietra serena lungo perimetro (per coricare i feriti) sulla quale poggiano paraste corinzie che scandiscono l'ambiente e si collegano alle membrature superiori, alla stessa altezza di quelle della scarsella, rialzata di alcuni gradini.

Santo Spirito: Rappresenta il capolavoro sul modulo e sulla combinazione tra croce latina e pianta centrale, con un'articolazione degli spazi molto più ricca e complessa di San Lorenzo. Un colonnato continuo di campate quadrate con volta a vela circonda tutta la chiesa compreso il transetto e il capocroce (oltre il transetto, che comprende coro e abside), creando un camminamento (come nel Duomo di Pisa o di Siena) dove si aprono quaranta cappellette a nicchia. I profili delle nicchie dovevano essere visibili dall'esterno, come nel Duomo di Orvieto, creando un effetto di forte chiaroscuro e movimento delle masse murarie, ma fu sostituito con un muro rettilineo. All'incrocio dei bracci si trova la cupola, originariamente pensata da Brunelleschi senza tamburo, come nella Sagrestia Vecchia, in modo da illuminare con maggiore intensità la mensa dell'altare centrale. La copertura della navata centrale sarebbe dovuta essere con volta a botte invece che con controsoffitto piano. Il modulo della campata di undici braccia fiorentine arriva a definire ogni parte della chiesa.

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