Brunelleschi (1377-1446)

Vasari definì Filippo Brunelleschi «il primo architetto classicista dell'età moderna». Egli elaborò un metodo rigoroso, mediante il quale, basandosi sull'uso di un modulo di partenza, regolava attraverso multipli e sottomultipli l'intera architettura. Non a caso, Brunelleschi è considerato il Padre del Rinascimento.
Brunelleschi esordì come scultore, partecipando nel 1401, contro Ghiberti, che vinse, al concorso per la porta Nord del Battistero di Firenze. Il soggetto era il Sacrificio di Isacco, mentre il suo avversario propose un'opera rassicurante, Brunelleschi assegnò ai protagonisti una dignità che sembrava perduta, riportando l'uomo al centro dell'interesse artistico.

La cupola di Santa Maria del Fiore

La costruzione del Duomo di Firenze,iniziò nel 1296, per ordine della Signoria fiorentina, ma terminò soltanto nel 1436.
lavori iniziali furono interrotti e ripresi numerose volte nel corso dei decenni.
La dedica a Santa Maria del Fiore avvenne in corso d'opera, nel 1412.
Nel 1418 la corporazione fiorentina dell'Arte bandì un concorso per la realizzazione della Cupola di Santa Maria del Fiore; il Duomo progettato da Arnolfo di Cambio infatti prevedeva una copertura a cupola, Francesco Talenti ne aveva poi ampliato, nel 1360, la pianta, inoltre i suoi successori avevano alzato l'imposta della cupola 13 metri sopra la copertura delle navate, costruendo un tamburo ottagonale spesso undici metri, ma, arrivati a questo punto, i lavori si erano arrestati.
Mancava la cupola, ma costruire una copertura di quasi 42 metri di diametro era un'impresa non da poco.
L'esempio della cupola del Pantheon a Roma non aiutava: era stata infatti realizzata in calcestruzzo, una tecnica che oramai era divenuta sconosciuta.
Inoltre, date le dimensioni, era impossibile realizzare una centina così alta e di un legno abbastanza resistente.
Il concorso del 1418 chiedeva la risoluzione di questo problema: non “se” eseguire la cupola, ma come farlo.
Si presentarono 17 architetti, tra i quali solo Brunelleschi raggiunse le fasi finali delle selezioni; la sua idea era al contempo semplice e geniale: realizzare una cupola autoportante, capace di sostenersi da sola anche nella fase di costruzione.
La cupola del Duomo di Firenze, la più grande mai realizzata in muratura, presenta una struttura a doppia calotta: le due cupole distinte, una dentro all'altra, sono unite da 24 speroni, che irrobustiscono quella interna e scompongono in tre parti le facce molto larghe di quella esterna.
L'aggetto (cioè sporgenza) costante di questi due speroni consentì a Brunelleschi di ricavare una scala all'interno della cupola.
La struttura è di pietra nella parte inferiore e di mattoni in quella superiore; questi ultimi sono disposti a “spina di pesce”, tecnica che consiste nel disporre alcuni mattoni verticalmente, dopo averne collocati altri di piatto, al fine di stabilizzare la struttura.
Brunelleschi diede prova delle sue capacità anche nelle rifiniture: la superficie esterna fu ricoperta con tegole rosse e spartita con otto creste, o costoloni, di marmo bianco, le quali, sebbene no svolgano alcuna funzione strutturale, sembrano costituire uno scheletro leggero, che fa apparire le pareti come membrane tese.
[img]http://www.aiutodislessia.net/schede-didattiche/scuole-superiori/liceo-artistico/3-liceo-artistico/storia-dellarte-3-ist-superiore/filippo-brunelleschi-ist-superiore/[/img]

Il Portico degli Innocenti di Brunelleschi

Su incarico dell'Arte della Seta, nel 1419 Brunelleschi progettò il primo orfanotrofio d'Europa, l'Ospedale degli Innocenti, che si affacciava sulla Piazza della Santissima Annunziata, con il suo elegantissimo portico a colonne; portici di questo tipo non si vedevano da secoli e costituiva una novità assoluta per Firenze.
Prima di Brunelleschi, l'interpretazione dell'antico era stata limitata e superficiale: mancavano progetti che unificassero con coerenza forme tardogotiche con elementi classici e mancava sempre una relazione proporzionale tra le diverse parti degli edifici. Di fronte a metodi così approssimativi il Portico degli Innocenti apparve subito come un vero e proprio miracolo artistico.
Rialzato su un podio di 9 gradini (alla stregua di un tempio romano), il portico è formato da 9 campate a pianta quadrata coperte da volte a vela (volta a calotta emisferica, impostata su un vano poligonale, solitamente quadro)e sorregge una loggia chiusa e scandita da finestre rettangolari, sormontate da un timpano.
Le snelle colonne con capitelli corinzi sostengono archi, che poi sono in realtà formati da una sorta di architrave a settori incurvati.
Un ordine maggiore tangente, con paraste (pilastri nelle pareti) e trabeazione, inquadra e chiude lateralmente alle due estremità la sequenza regolare degli archi.
I materiali a basso costo scelti, ovvero la pietra serena (materiale lapideo di colore grigio-azzurrognolo) e l'intonaco, crearono un'equilibrata bicromia di grigio e bianco.
Gli elementi rotondi compresi fra gli archi e la trabeazione erano stati previsti da Brunelleschi privi di decorazione.
A differenza di quanto avveniva negli edifici medievali, l'organismo brunelleschiano presenta un modulo proporzionale che istituisce un rapporto matematico preciso fra altezza, larghezza e profondità dell'edificio, tutte le misure dipendono solamente dall'altezza della colonna (poco meno di 6 metri), che è pari alla distanza fra due colonne e alla profondità del portico.
Ne consegue un congegno architettonico modulare formato da spazi cubici accostati e sormontati dalle forme curve delle volte.

Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email