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La chiesa è a croce latina a tre navate. Ha un impianto medievale, quasi cistercense con abside rettangolare e cappelle sui bracci del transetto. All'incrocio dei bracci si trova una cupola. L'impianto, come in altre opere di Brunelleschi, si ispira ad altri edifici della tradizione medievale fiorentina, come Santa Croce, Santa Maria Novella o Santa Trinita, ma a partire da questi modelli Brunelleschi creò qualcosa di più rigoroso, con esiti rivoluzionari. L'innovazione fondamentale sta nell'organizzazione degli spazi lungo l'asse mediano applicando un modulo (una campata quadrata con la base di 11 braccia fiorentine) che ripete ritmicamente le membrature architettoniche e definisce una scansione prospettica di grande chiarezza e suggestione. Le navate laterali assomigliano a un doppio loggiato simmetrico dello Spedale. Le pareti laterali sono decorate da paraste che inquadrano gli archi a tutto sesto delle cappelle. L'interno è luminoso, grazie alla serie di finestre ad arco e le colonne hanno capitelli corinzi con pulvino mentre il soffitto della navata centrale è piano. La facciata è disposta su tre livelli anzichè due e creerà vari problemi

Sacrestia Vecchia: fu la prima parte di San Lorenzo ad essere completata dal Brunelleschi, su incarico dei Medici che desideravano realizzarvi il proprio mausoleo. Dedicata a San Giovanni Evangelista, è strutturata come uno spazio cubico, coperto da cupola emisferica a ombrello, è divisa in 12 spicchi da costoloni ed è realizzata con un sistema di creste e vele. Accostò due vani a base quadrata, ma di diversa altezza. Brunelleschi disegna le pareti col sistema Parasta, Trabeazione, Arco a tutto sesto. Le pareti non sono regolari e quindi le paraste sono diverse tra loro.

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