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La Basilica di San Lorenzo

L’architetto creò un interno sontuoso e monumentale, che recupera il senso della spazialità classica e allo stesso tempo si ispira alla forma delle basiliche paleocristiane. La pianta è a croce latina a tre navate, con abside piatta. L’interno appare impostato su linee ortogonali, evidenziate dal contrasto tra il grigio della pietra serena e il bianco dell’intonaco delle pareti: il risultato è un impianto longitudinale e geometrico, sottolineato dalle fasce in pietra che riquadrano il pavimento, dal lungo cornicione orizzontale che corre sopra gli archi e dal soffitto ligneo a cassettoni della navata centrale. L’elemento caratterizzante di questo spazio è l’arcata a tutto sesto impostata su colonne, che crea ampie campate e nel suo ritmico susseguirsi genera la scansione visiva dell’interno dell’edificio dall’ingresso fino all’abside, accompagnando l’occhio del visitatore ed esaltando così l’impressione di longitudinalità. In questo modo Brunelleschi sottolinea visivamente il lungo e simbolico percorso che il fedele deve compiere verso l’altare (il luogo dei sacramenti). E un’interpretazione prospettica dello spazio reale e l’altare viene concepito come una sorta di punto di fuga. Anche il recupero della colonna con capitello corinzio è una novità rispetto all’utilizzo dei pilastri nei secoli precedenti; in più, Brunelleschi interpone fra il capitello e l’imposta dell’arco un elemento che per la sua forma verrà chiamato “dado brunelleschiano” caratterizzato sui quattro lati da una porzione di trabeazione classica con architrave, fregio e cornice.
Il corpo longitudinale della basilica venne portato a termine nel 1461, dopo la morte dell’architetto, dal suo allievo Antonio Manetti, mentre la facciata non fu mai compiutamente realizzata.
Alla proporzione matematica e alla purezza dei volumi si aggiunge il loro significato simbolico di derivazione ancora medievale: da uno spazio cubico, simbolo della terra e dell’umanità, si passa a uno spazio semicircolare, simbolo del cielo; il numero tre, che richiama la Trinità, si ritrova nella suddivisione interna dell’alzato, nella spartizione del lato absidale e nel numero delle finestre sui rimanenti lati; quattro, come gli elementi terrestri e gli evangelisti, sono i clipei al centro delle lunette e nei pennacchi, mentre dodici, come gli apostoli, sono gli spicchi e gli oculi della cupola principale; il lanternino alla sua sommità, infine, è simbolo della divinità.
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