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Filippo Bruneleschi, La Sagrestia Vecchia a Firenze


Giovanni de Medici nel 1422 affidò a Brunelleschi la costruzione di una cappella funeraria per se e la moglie. Il mausoleo fu concepito isolato, sopraelevato su un alto basamento come i sepolcri romani e con un accesso esterno. La cappella si presenta come un volume cubico coperto da una cupola divisa in dodici spicchi e a sesto rialzato, cioè più alta di una emisferica, in modo da correggere l’effetto ottico di schiacciamento; nella parte absidale si affaccia, tra due vani rettangolari di servizio, la scarsella, a pianta quadrata, aperta in tre nicchie curvilinee e sormontata da una cupola emisferica. I due vani rettangolari e la scarsella furono aggiunti in un secondo momento dallo stesso Brunelleschi. Ogni lato del grande vano quadrato è diviso a metà in altezza da una trabeazione, con fregio con cherubini e serafini e impostata su lesene corinzie, la zona superiore termina con una grande arcata che si raccorda con quelle contigue mediante i pennacchi di imposta della cupola. Secondo lo stile di Brunelleschi, tutti gli elementi strutturali, che egli chiamava simmetrie, sono realizzati in pietra serena, per evidenziare sull’intonaco bianco il disegno geometrico dell’opera e guidare lo sguardo verso l’alto. Evidente è il richiamo all’antico nelle lesene, nella trabeazione, nelle porte con colonne ioniche sormontate da un timpano e nel lato absidale che richiama un arco trionfale romano.
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