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La primavera è un dipinto realizzato da Botticelli come regalo di matrimonio del cugino di Lorenzo il Magnifico.
La primavera è dappertutto nell’opera. C’è una personificazione: la donna ricoperta di fiori. Il dipinto si legge da destra verso sinistra. C’è Zefiro, rappresentato in blu, si innamora della ninfa Clori, la abbraccia e dal loro amore carnale Clori si trasforma nella primavera, che si gonfia e si vedono uscire dei fiori. Siamo nel giardino di Venere, con fiori e frutti arrivati dall’amore del vento e di una ninfa. A terra il giardino è pieno di fiori diversi. Descrive un po’ tutto il creato, anche in mesi diversi. Sull’albero ci sono fiori d’arancio, simboli del matrimonio. Ci sono anche i frutti di arancio (rappresentati come pomi d’oro) che venivano dati alla donna.

Viene rappresentata Venere nuda, che rappresenta l’amore più spirituale, l’ideale di bellezza. Questo matrimonio deve portare fiori e frutti, gioia. Deve però avere tre qualità, quindi sono rappresentate le 3 grazie che danzano. L’amore dev’essere fatto dalla castità, dalla bellezza e dalla bontà (le tre grazie). Queste tre cose devono andare d’accordo, quindi danzare insieme, altrimenti il cerchio si rompe (come il matrimonio).
Descrivono l’ideale di bellezza rinascimentale, con carnagione molto chiara e capelli molto lunghi. Hanno sempre la stessa dolcezza. Una cura particolare la abbiamo nei gioielli (Botticelli famiglia di orafi).
L’ultima figura in fondo è Mercurio, che ha in mano il caduceo, il bastone con il serpente simbolo delle farmacie, simbolo di guarigione. Egli sta scacciando le nuvole (che rappresentano il male) dal giardino di Venere.
E’ rappresentato Cupido cieco, perché appunto l’amore è cieco.
Non c’è la prospettiva nell’opera; c’è un movimento ad onda, la linea, ma non c’è rappresentazione di profondità. Venere è più indietro ma non è più piccola. Botticelli non segue la prospettiva perché i suoi quadri sono simbolici.
Particolare è come fa i tessuti Botticelli, con trasparenza. Questi dipinti sono fatti con tempera ma per fare la velatura botticelli diluiva la tempera con olio e tuorlo d’uovo.
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