Video appunto: Botticelli, Sandro - Madonna del libro

Madonna del libro



Negli anni ’80 del XV secolo, Botticelli realizza molte tele che hanno come soggetto la Madonna col Bambino; fra di esse, la Madonna del libro si colloca fra le più riuscite e con la Madonna del Magnificat inaugura una produzione destinata ad avere un successo enorme.

L’idea di introdurre nel dipinto un libro aperto che la Vergine sta leggendo è molto felice perché se, da un lato, costituisce un invito all’osservatore a leggere, dall’altro serve per compiacere al pubblico raffinatoi ed erudito della Firenze del XV secolo.
Occorre tuttavia precisare che, se nella Madonna del Magnificat lo spartito musicale ha un significato liturgico ben preciso, qui il testo delle due pagine non è leggibile, probabilmente a causa delle ridipinture che si sono avvicendate. Qualcosa gli studiosi sono arrivati a decifrare, ma nulla è di senso compiuto. La Madonna seduta, con in braccio il Bambino tenuto con il braccio sinistro, ha davanti a se un libro che poggia su di un tessuto, a sua volta steso su di un cuscino dorato e finemente lavorato. Si direbbe che essa stia insegnando a leggere al figlio e costui le si rivolge con un’espressine molto dolce e amorevole. L’immagine è ricca di elementi decorativi e di dettagli con valore simbolico: i chiodi che Gesù Bambino tiene in mano o la corona di spine infilata al polso preannunciano la Passione. Sullo sfondo, collocato su di un piccolo mobile dorato di fattura fiorentina, come se ne fabbricano ancora oggi a Firenze, è posata una fruttiera ricolma di fiori e frutta, anch’essi con valenza simbolica: la ciliegia allude al sangue della Passione di Cristo, le prugne riconducono al legame tra Maria e Gesù ed i fichi ricordano la Resurrezione. Sul mantello di Maria, sempre rigorosamente blu, secondo l’iconografia tradizionale, è ricamata una stella, che ricorda la stella cometa seguita dai Re Magi per portare i doni a Gesù Bambino appena nato. Sullo sfondo si apre una finestra da cui si ha un breve scorcio di panorama. Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la forte luminosità presente nel quadro non arriva dalla finestra, ma sembrerebbe essere emanata direttamente dai protagonisti, effetto amplificato dal diffuso utilizzo del color oro presente in molti oggetti della composizione.
I centri emotivi del dipinto sono le mani dei due personaggi, atteggiate in modo analogo e incrocio dei due sguardi.; la destra appoggiata una sull’altra è aperta sul libro con un gesto che evoca la benedizione, mentre l’altra è chiusa e appoggiata sul grembo del bambino.
L’opera è conservata al Museo Poldi Pezzoli di Milano