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Francesco Borromini



Nato a Bissone sul lago di Lugano nel 1599 muore a Roma nel 1667, dopo aver soggiornato a Milano come intagliatore di marmi per lavorare appunto alla Fabbrica del Duomo , Borromini si recò a Roma intorno al 1620 . il suo primo lavoro si svolse in San Pietro, presso il cantiere guidato da Maderno come scarpellino dove eseguì teste di cherubini, balaustre e festoni in seguito Maderno gli affidò l'esecuzione di disegni della basilica.
Dopo la morte di Maderno inevitabilmente dovette lavorare con Bernini. Verso il 1631 i due artisti lavorarono insieme a San Pietro al completamento del baldacchino dove accettò le soluzioni di Bernini ma in seguito quando a Bernini fu commissionata l'edificazione di Palazzo Barberini , cominciarono i primi contrasti tra i due artisti.
Borromini oltre lo scopo di meravigliare e stupire l'osservatore con l'architettura barocca romana, si propone di offrire una visone delle forme meno celebrativa m+,introduce nell'architettura un nuovo modo di concepire lo spazio , modellandolo , dilatandolo e contraendolo . Usa materiali poveri (muratore in mattoni, intonaco bianco, decorazioni a stucco) . E rifugge all'uso di marmi e materiali pregiati concentrando la sua attenzione sulla forma architettonica. Le superfici assumono ondulazioni, rientranze e sporgente . La luce è elemento fondamentale .
Se Bernini era scultore e architetto, Borromini tratta l'architettura stessa come una scultura basti pensare alla facciata ondulata della chiesa di San Carlo alle quattro fontane a Roma oppure la lanterna a spirale che termina la cupola di Sant'Ivo alla Sapienza. Borromini interpreta l'architettura con soluzioni più eleganti rispetto al suo avversario Gian Lorenzo Bernini.

Chiesa di Sant' Ivo alla Sapienza


Nel 1642 inizia a lavorare per la chiesa di Sant' Ivo alla Sapienza (1642-1462) – crea una struttura innovativa a a partire dalla pianta , distaccandosi dai modelli di proporzione rinascimentale per creare forme e volumi innovative. Si tratta di un'originale struttura a stella esagonale formante la struttura stilizzata dell'ape, emblema araldico della famiglia Barberini.
La faccia si sviluppa secondo una linea concava mentre il corpo superiore è cilindrico e costruito con linee sinuose e convesse. Lanterna della cupola si sviluppa secondo un andamento a spirale. L'architettura offre una visione di continuo movimento elegante.
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