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Borromini è ticinese e arriva a Roma. La prima opera che realizza qui è San Carlo alle quattro fontane.

Borromini si occupa sempre di architetture. San Carlo alle 4 fontane è diviso nella parte dedicata al chiostro, alla chiesa ecc. L’opera viene realizzata mano a mano durante tutta la vita dell’artista. L’angono è tagliato a 45° e usa l’arco a serliana, che risolveva il problema di un percorso spurio. Il difetto di una parte che rimane si vede di meno. Questa cosa viene proposta nel chiostro e crea un grande dinamismo, dava l’idea di uno spazio più dinamico. Borromini usava l’alternanza di concavo-convesso e dopo l’arco c’era un altro appoggio curvo. Stessa situazione dinamica si trova all’interno della chiesa. Ha una pianta ellittica allungata che cerca di rendere una certa centralità. La parte della chiesa viene coperta per quanto riguarda la volta. La facciata dell’edificio non è dritta ma ha un’alternanza di concavo-convesso. Sopra c’è un medaglione che in origine raffigurava San Carlo Borromeo. Sopra al portale c’è una statua del santo. Anche in una facciata così piccola si riescono a mettere molte cose creando una decorazione molto ricca, tipica del barocco.

Galleria di Palazzo Spada

Borromini si dedica anche ad opere civili e costruisce la galleria di Palazzo Spada, a Roma. Questa è lunga circa 8 metri ma sembra molto più lunga. La percezione dell’occhio ce lo dà lungo sui 20 metri. La prospettiva centrale, il soffitto che si stringe e le colonne forzano la realtà architettonica del luogo in cui ci troviamo e danno l’impressione di trovarsi in uno spazio più grande. Altro elemento per dar prospettiva è il pavimento quadrato e il soffitto a botte e a cassettoni.

Chiesa di Sant'Ivio alla Sapienza

La piazza davanti è concava e il loggiato è simile al porticato. Il tutto viene armonizzato anche dall’asse curvo. Nella cupola usa una curvatura opposta. Si ha quindi alternanza concavo-convesso. Sopra c’è la lanterna a spirale che sale con in cima la croce.

Il Barocco inizia a trasmettersi in tutt’Italia. Guarino Guarini da Roma si trasferisce a Torino e inizia a lavorare per i Savoia.

Palazzo Carignano

Il palazzo Carignano è realizzato in mattoni e l’ingresso in pietra. Ha un andamento curvilineo ripreso da Borromini. C’è l’intrecciarsi concavo-convesso sulla facciata. Il portale è tutto in marmo bianco e ha un incavo con un senso di curvatura opposto a quello del fronte. Le finestre hanno decorazioni curve.

Cappella della Sacra Sindone

La sindone diventa sacra su richiesta dei Savoia, che la comprano dalla Francia. Diventa quindi venerabile e la basilica diventa meta di pellegrinaggio. Questo luogo funge da cerniera tra il palazzo reale e il duomo. I Savoia hanno quindi un accesso privilegiato. Dentro abbiamo una composizione basata sul triangolo. Questo ricorda le chiese di Borromini. C’è tutto un sistema di altezza ed incrocio d’angoli. La particolarità è che ad ogni livello abbiamo delle finestre, così arrivando in cima la cupola è tutta luminosa. Fuori ci sono tutte aperture che danno luminosità al centro. Il motivo a spirale ricorda un’altra opera del Borromini. C’è un’esplosione di luce che si trova all’interno.
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