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Bernini, Gian Lorenzo


Bernini, nato a Napoli nel 1598 dallo scultore Pietro Bernini, si trasferisce nel 1606 a Roma, dove resterà per tutta la vita. Se non ci fosse stato Bernini, Roma non sarebbe stata la stessa. Di sicuro avrebbe conservato il suo fascino, quello di una città millenaria che ha scritto la storia, ma le sarebbe mancato qualcosa. Infatti, grazie alla sua poliedricità (essendo sia architetto, che commediografo, scultore e pittore) Bernini riuscì a far risaltare la grande bellezza di Roma. Gian Lorenzo era figlio d’arte. Suo padre, il toscano Pietro Bernini era un importante pittore e scultore nell’Italia del XVII secolo. Fu lui a perfezionare il talento artistico del giovane figlio, coinvolgendolo nei suoi lavori e guidandolo nelle prime opere. Bernini ebbe occasione di conoscere le opere dei maestri del Rinascimento e di aggiornarsi sulle novità in ambito pittorico introdotte in quegli anni da Carracci e Caravaggio. Nelle sue opere è visibile la sua capacità di guardare alla lezione dell’antico rivitalizzandolo attraverso un’originale interpretazione, per questo Bernini è uno dei personaggi artistici più importanti del barocco.
Nel 1623 avvenne un evento che rese inarrestabile l’ascesa del Bernini. In quell’anno infatti, Matteo Barberini, uno dei primi mecenati dell’artista, divenne papa con il nome di Urbano VIII. Barberini amava l’arte e riponeva grande fiducia in Gian Lorenzo Bernini, così gli affidò importanti progetti, soprattutto nel campo dell’architettura e dell’urbanistica. Nel 1629 infatti l’artista assunse la direzione dei lavori a San Pietro in Vaticano, per cui realizzò il Sepolcro di Urbano VIII e il Baldacchino di San Pietro, che si trovano ancora oggi all’interno della Basilicata.
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