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David di Andrea del Verrocchio

L’interpretazione di Andrea del Verrocchio del David esprime la mescolanza di valori plastici ed eleganza “cortese”. Come nel precedente di Donatello, l’opera è in bronzo e di committenza medicea; rispetto a quello, però, il giovane effigiato non è più l’eroe vittorioso di memoria classica, ma un adolescente di delicata eleganza, caratterizzato psicologicamente.
Nella figura di David nulla ricorda la forza; il naturalismo di Verrocchio si rivela qui ricercato ed estetizzante, richiamando, semmai, i modelli di Ghiberti nell’accurata descrizione della cintura, della vesta e dei calzari, nella doratura dei capelli e delle parti ornate in rilievo, proprie dell’arte orafa.
La posa elaborata ed articolata, evoluzione della ponderazione classica, fa divergere la spada, il braccio, la gamba sinistra, lo sguardo in tutte le direzioni, in modo che la figura si inserisce spontaneamente nello spazio, assecondata dal modellato morbido.

Verrocchio, inoltre, introduce la cosiddetta “forma aperta”, la forma libera e articolata nello spazio, che si emancipa dalla visione frontale per porsi in una relazione dinamica e mutevole con lo spettatore.

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